La denuncia della Confederazione internazionale dei sindacati sul dramma della disoccupazione giovanile è ancora più forte per i dati Istat che emergono in Sardegna. Liori vanta le percentuali positive del secondo trimestre ma che coincidono con i contratti della stagione turistica
CAGLIARI - La denuncia della Confederazione internazionale dei sindacati sul dramma della disoccupazione giovanile e sulla collocazione del lavoro al centro delle decisioni per uscire dalla crisi è ancora più vera e decisiva per la Sardegna. Infatti, la percentuale dei giovani senza lavoro e senza alcun percorso di formazione e istruzione, nell’Isola, va ben oltre il cinquanta per cento.
A fronte di un tasso di disoccupazione regionale, nel primo trimestre 2011, del 13,5%, e di un tasso nazionale dell’8%, sono allarmanti i dati riguardanti i tassi di disoccupazione giovanile nei diversi territori dell’Isola. Nei due principali centri sardi, Cagliari e Sassari, i numeri rilevano una situazione allarmante: nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 24 anni il capoluogo regionale ha una disoccupazione del 31,8% e Sassari la supera con il 49,9%; la situazione si capovolge tra i residenti di età compresa tra i 25 e 34 anni, Cagliari ha un 23,4% dei giovani disoccupati contro il 17,2% del capoluogo turritano.
L'assessore Liori. Una ripresa del mercato del lavoro in Sardegna c'è stata sostiene l'assessore regionale al Lavoro, Antonello Liori: «i dati numerici del secondo trimestre 2011, se confrontati col primo trimestre e nonostante la crisi a livello internazionale abbia ripreso a 'mordere', confermano questa analisi: l’occupazione è cresciuta di 2mila unità (da 601mila a 603mila) e le persone in cerca di occupazione sono calate di 4mila (da 94mila a 90mila). Perciò, il tasso di disoccupazione continua a diminuire e si attesta al 13% (-0,5%), mentre quello di occupazione passa al 52,1% (+0,3%»). Il delegato al Lavoro della Giunta Cappellacci, non si scorda, tuttavia, di ricordare che l'aumento positivo è anche «per effetto dei contratti stagionali del settore turistico».
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