Così il consigliere regionale Valdo Di Nolfo commenta la conclusione del Rally Italia Sardegna, che per la prima volta nella sua storia ha ospitato ad Alghero l’ultima tappa del FIA World Rally Championship e l’assegnazione del titolo mondiale
ALGHERO - «Alghero e la Sardegna hanno dato in questi giorni la risposta migliore a chi vuole portarci via la tappa italiana del World Rally Championship. Un evento straordinario, una città e un territorio capaci di accogliere appassionati e professionisti da tutto il mondo e un’Isola che ancora una volta ha dimostrato di essere la location perfetta per una manifestazione di questa caratura. La tappa mondiale del Rally deve restare in Sardegna». Così il consigliere regionale Valdo Di Nolfo commenta la conclusione del Rally Italia Sardegna, che per la prima volta nella sua storia ha ospitato ad Alghero l’ultima tappa del FIA World Rally Championship e l’assegnazione del titolo mondiale.
«Ventitre edizioni hanno costruito un patrimonio sportivo ed economico che appartiene alla Sardegna. In questi giorni abbiamo visto cosa significa ospitare un grande evento internazionale: promozione mondiale, presenze, lavoro per le imprese e strutture ricettive, una straordinaria occasione per raccontare la nostra terra. La Sardegna ha dimostrato sul campo di avere territori, competenze, organizzazione e passione per continuare a farlo». Di Nolfo richiama quindi la posizione espressa dalla presidente della Regione Alessandra Todde e l’impegno economico assunto dalla Giunta regionale a sostegno del Rally, garantendolo fino al 2030.
«La Regione ha detto con chiarezza di essere pronta a fare la propria parte, dal punto di vista economico e organizzativo. Adesso tocca al Ministro dello sport Abodi e al presidente dell’ACI La Russa cambiare idea. Non c’è alcuna ragione sportiva, organizzativa o economica per strappare alla Sardegna una tappa mondiale che qui ha trovato casa e che la Sardegna ha contribuito a rendere grande per oltre vent’anni. Dopo il successo di questo weekend, portarla via sarebbe ancora più incomprensibile. La nostra Isola non deve subire l’ennesimo scippo deciso altrove: siamo pronti a difendere il Rally e il diritto della Sardegna a continuare a essere protagonista dei grandi eventi internazionali».
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