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Marco Tedde 18:27
L'opinione di Marco Tedde
La Festa dell’Unità e le divisioni del Campo largo


La Festa dell’Unità di Alghero mette in scena, suo malgrado, le profonde contraddizioni del Campo Largo. Ma occorre tenere distinti due piani: quello cittadino, segnato dalle tensioni interne alla Giunta Cacciotto, e quello regionale, dove le critiche alla presidente Todde arrivano addirittura dall’interno del suo stesso schieramento politico. Ad Alghero rimane sullo sfondo una vicenda politica e amministrativa che non può essere banalizzata. L’assessora Raffaella Sanna ha riferito di aggressioni, offese e ingerenze da parte del collega di Giunta e del PD Enrico Daga, parlando di "mobbing politico". Accuse serie, che dovranno essere chiarite e verificate nelle sedi opportune e sulle quali attendiamo chiarezza da parte del sindaco Cacciotto. A rendere ancora più significativo il quadro c’è poi la presa di posizione di Marco Colledanchise, esponente dello stesso Campo Largo, che ha chiesto le dimissioni di Daga. È un fatto politico che non può essere ignorato. Significa che le tensioni non vengono denunciate soltanto dall’opposizione, ma emergono anche all’interno dello stesso schieramento che governa la città. Questa è la fotografia del Campo Largo algherese: una maggioranza che dovrebbe governare compatta e che invece manifesta pubblicamente conflitti e divisioni. 

Una vicenda che, al di là delle responsabilità personali che dovranno essere accertate, pone un problema di credibilità e di qualità dell’azione amministrativa. Ma c’è un’altra vicenda, distinta e ancora più pesante sul piano politico ed è quella che arriva direttamente dalla Festa dell’Unità e riguarda la presidente della Regione Alessandra Todde. Qui il "petardo" politico lo lancia Ermete Realacci, storico presidente di Legambiente e autorevole esponente del Partito Democratico. Non è un esponente dell’opposizione e non parla da osservatore esterno. È una personalità di primo piano del mondo ambientalista e del centrosinistra. E proprio dalla Festa dell’Unità rivolge alla presidente Todde parole durissime: la invita a "tornare in sé", contesta le sue scelte sulle politiche energetiche e sostiene, in sostanza, che il confronto con il Governo sia stato condizionato da ragioni di opportunità politica. Il significato politico è evidente. Un esponente di grande autorevolezza del PD sostiene che la Sardegna abbia perso tempo sulle rinnovabili e mette in discussione la direzione impressa dalla Giunta regionale alle politiche energetiche. Non è un dettaglio. È una critica che arriva dal cuore stesso del Campo Largo. E le parole di Realacci ricordano un dato istituzionale che non può essere eluso. La Corte costituzionale è intervenuta tre volte, nel giro di poco più di un anno, sulla legislazione regionale sarda in materia di fonti rinnovabili. Con la sentenza n. 28 del 2025 ha dichiarato illegittima la moratoria prevista dalla legge regionale n. 5 del 2024. Con la sentenza n. 184 del 2025 ha censurato diverse disposizioni della legge regionale n. 20 del 2024 sulle aree idonee e non idonee, comprese disposizioni che introducevano divieti assoluti e effetti retroattivi. 

Infine, con la sentenza n. 144 del 2026, ha dichiarato illegittima la sospensione dei procedimenti autorizzativi prevista dalla legge regionale n. 31 del 2025 per gli impianti FER nelle aree non idonee. Tre interventi legislativi distinti sui quali la Consulta ha ravvisato pesanti profili di illegittimità costituzionale. Non si tratta di una singola norma finita sotto la lente della Corte, ma di una sequenza di interventi regionali sulla stessa materia. Un dato che dovrebbe indurre la Giunta Todde a una riflessione molto seria. Sono dunque due piani distinti e non vanno confusi. Ad Alghero c’è una maggioranza attraversata da una frattura interna, con accuse che dovranno essere chiarite e con una richiesta di dimissioni proveniente dallo stesso Campo Largo. In Regione c’è invece una questione di merito sulle politiche energetiche, sulla quale arrivano critiche pesantissime da un autorevole esponente del PD e sulla quale la Corte costituzionale è intervenuta per tre volte. Ma proprio perché i protagonisti appartengono allo stesso Campo Largo è difficile non vedere il filo politico che unisce queste vicende: una coalizione che appare sempre più in difficoltà nel tenere insieme posizioni, sensibilità e responsabilità di governo. Ad Alghero emergono conflitti nella maggioranza. In Regione emergono contraddizioni sulle scelte strategiche per il futuro della Sardegna. E alla Festa dell’Unità, anziché una prova di compattezza, arrivano segnali che raccontano esattamente il contrario.

* Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia
Commenti
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