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A.B. 29 agosto 2014
A Nuoro la Scuola Internazionale sul Rischio Ambientale
Da giovedì 4 a domenica 14 settembre, esperti internazionali e studenti si confronteranno sui temi del rischio ambientale, con i incontri, i convegni ed i dibattiti dell’Awareness and Responsibility of EnvironmentalRisk, Resilientplaces and spaces, Design for riskreduction


NUORO – Da giovedì 4 a domenica 14 settembre, Nuoro ospiterà la sesta Scuola Internazionale sul Rischio Ambientale (“6 Awareness and Responsibility of EnvironmentalRisk, Resilientplaces and spaces, Design for riskreduction“), che vedrà la partecipazione di circa settanta studiosi provenienti da diversi paesi del mondo e che discuteranno e ragioneranno sul territorio nuorese e sull’incidenza dei fattori di rischio ambientale nell’elaborazione progettuale. Sarà quindi una importante occasione di confronto interdisciplinare e multiculturale su temi connessi con le politiche di difesa del suolo, sulla pianificazione e corretta gestione del territorio, temi che anche quest’estate sono purtroppo ritornati alla ribalta dopo i tragici effetti che hanno coinvolto recentemente il trevigiano.

Sul tema è intervenuto l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Nuoro Raimondo Deiara, che ha ribadito: «L’evento sono certo che sarà fonte di utili spunti di riflessione grazie alle varie sessioni in programma e al contributo di esperti di diverse discipline e provenienti da ambiti nazionali e internazionali grazie alla collaborazione delle rispettive università e centri di ricerca. La recente approvazione del Piano di Emergenza di Protezione Civile da parte del Comune di Nuoro – ha sottolineato l’assessore - obbiettivo programmatico molto importante per l’Amministrazione, ha consentito alla città di dotarsi di uno strumento indispensabile per individuare le azioni prioritarie da porre in essere in situazione di criticità e di emergenza al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione. Limitarsi alla sola approvazione della delibera, per quanto necessaria, non sarebbe condizione sufficiente a soddisfare i compiti e le funzioni previsti nel piano. È essenziale riuscire a mettere in pratica quanto previsto, per farlo non si può prescindere da coinvolgimento attivo dei destinatari delle informazioni del piano: i cittadini. Conoscere il rischio, sapere cosa fare e come farlo - ha concluso - è l’unico modo per evitare che tragedie come quelle del 18 e 19 novembre si ripetano».

La professoressa Paola Rizzi, urbanista e docente alla Facoltà di Architettura di Alghero, ideatrice ed organizzatrice della scuola ha dichiarato: «L’evento che stiamo organizzando a Nuoro, grazie anche alla collaborazione delle istituzioni pubbliche, quali il Comune di Nuoro e il “Museo Man”, ha nei suoi propositi l’approfondimento dei temi connessi con la consapevolezza e la conoscenza del rischio ambientale. La conoscenza è infatti un presupposto indispensabile per analizzare, elaborare, ragionare, decidere e agire. Conoscere prima di un processo decisionale, significa scegliere consapevolmente come, dove, quando, a chi e perché, capire quali fattori includere nel percorso decisionale o progettuale e quali escludere. Se non si conosce, si corre il rischio di scartare a priori elementi imprescindibili per una corretta progettazione». Il presidente dell’“Ordine dei Geologi della Sardegna” (istituzione che sta supportando l’organizzazione dell’evento) Davide Boneddu ha dichiarato: «Abbiamo chiesto ed ottenuto che la sesta scuola sul Rischio Ambientale si svolgesse questo 2014 a Nuoro, città e territorio che poco più di otto mesi fa è stata coinvolta dai nefasti effetti del Ciclone Cleopatra. L’evento, oltre ad essere un importante incontro scientifico e culturale, costituirà, con gli eventi in programma, un importante momento di riflessione per quanto si sta facendo e programmando nella nostra regione per gestire e prevenire le problematiche del dissesto idrogeologico».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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