In programma venerdì sera l’incontro Le vite degli altri, dibattito sul disagio dei genitori e dei figli costretti a dividersi
SASSARI – Domani, venerdì 1 agosto, a partire dalle ore 19, si terrà l'incontro “La vita degli altri”, dibattito incentrato sulle problematiche legate alla separazione, che vedrà come protagonista Simone Riggio, scrittore ed art director della rivista di musica e cultura sarda “Antas”, con gli interventi di Vittoria Casu, assistente sociale e membro dell'associazione “Tempera Lapsus”, e Guido Vecchione, magistrato del Tribunale dei minori di Sassari. Durante la serata, verrà affrontato il tema dei genitori divorziati o separati ed i propri figli, facendo riferimento al saggio di recente pubblicazione di Michela Capone “Ascoltami. Le parole dei figli spezzati” (“Arkadia edizioni”) ed al romanzo di Simone Riggio dal titolo “Con o Senza” (“Ptm edizioni”), che considera la tematica dal punto di vista di un giovane padre.
Il libro, il cui ricavato sarà devoluto ai ragazzi in difficoltà, è incentrato sui figli di genitori separati. Dopo disabilità ed abuso sui minori, la scrittrice-magistrato ha voluto affrontare la questione di quelli che chiama “figli spezzati”: i figli di genitori separati. Con quale intento? L’ha chiarito bene nell’introduzione del saggio: «questo non è un testo giuridico», «non ha alcuna finalità scientifica» e «non è un libro sull’ascolto del minore: è un libro che vuole rendere a questi ragazzi una “giustizia sostanziale”, che da magistrato so che non potrò dare».
Diverso, ma allo stesso tempo complementare, risulta il romanzo di Riggio. La storia è una di quelle che prendono e scuotono in profondità, soprattutto ai nostri giorni. Un padre separato cerca di recuperare il tempo mai passato con il figlio Marco. Il carattere intimo e personale della storia è reso anche grazie al formato, volutamente tascabile, ed alle illustrazioni. Infatti, il libro è arricchito dai disegni in bianco e nero dell’illustratore sardo/belga Dino Sechi, capace di trasferire nelle sue immagini il suo senso profondo. «Il racconto – spiega l'autore – è nato ascoltando un’intervista alla televisione, sette o otto anni fa, dove a parlare era un padre separato. Il suo viso triste e rassegnato mi aveva colpito, e avevo iniziato a immaginare quello che poteva esserci dietro una storia così carica di dolore e apparentemente normale agli occhi della gente. Inizialmente ho scritto la storia solo nella mia mente, ma nel 2013, dopo la nascita del mio secondo figlio, ho preso coraggio e ho deciso di trasferire le mie idee sul foglio bianco».
Nella foto: un momento della presentazione
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