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Antonio Burruni 28 aprile 2012
Ugl: Il grido disperato del nord Sardegna
Si è tenuta ieri una riunione di segreteria del sindacato provinciale del comparto chimico. In primo piano, il rapporto tra Istituzioni e lavoratori


SASSARI - Si è tenuta ieri una riunione di segreteria della “Ugl chimici Sassari”, . «E’ ora di far sentire il grido disperato del nord Sardegna, con i nostri lavoratori, cassaintegrati, precari, disoccupati e la chimica di base che non c’è: è ora di agire!», ha dichiarato il sindacalista Giuseppe Mussi rivolgendosi ai governanti sardi, per poi proseguire: «Ognuno faccia la propria parte in questa partita ormai senza più regole, non giocate a scarica barile sulla pelle dei pochi lavoratori ormai rimasti, avete l’obbligo costituzionale di intervenire, Vogliamo risposte concrete, vogliamo fatti. Siamo stanchi di firmare protocolli puntualmente disattesi, crediamo nello Stato, uno Stato di doveri e diritti costituzionali, siamo pronti ad occupare i vostri palazzi già dalle prossime settimane, la dove gestite, poco e male, il potere che vi è stato affidato per rappresentarci. Noi non ci stiamo! Il problema è sempre lo stesso, chiediamo certezze di sviluppo e lavoro, il rilancio concreto ed interventi occupazionali concreti per non perdere la dignità di persone, così come sancito nella costituzione italiana».

«Vi riempite la bocca e ci annebbiate la vista – incalza la sindacalista Piera Bitti - con termini come “Green Economy”, “Blue Economy”, “Filiere Agroalimentari”, “Turismo”, “Ricerca” e “Innovazione”, Leggi regionali per le aree di crisi sancite dalla legge 3 del 7 agosto 2009, ma non ancora attuate, Pretendiamo un segnale concreto».

«La nostra organizzazione sindacale - prosegue il segretario provinciale Ugl Simone Testoni - ha voluto e creduto fortemente sul progetto della chimica verde comprendente anche l’indotto, un protocollo firmato al Ministero dello Sviluppo Economico, non solo dalla Ugl Chimici, ma anche dalla Provincia e dalla Regione Autonoma della Sardegna, ad oggi attendiamo ancora una volta l’ennesima convocazione per il tavolo tecnico, che di volta in volta non cozza con gli interessi generali delle parti, bensì, rileviamo costantemente un incomprensibile rinvio alla partenza del progetto ed alla soluzione dello stesso. Il nostro appello - prosegue il sindacalista - si rivolge al Mise ed al ministro Fornero: chiediamo che riapra il confronto a livello nazionale per il proseguimento e l’attuazione del protocollo sulla chimica verde, considerato la posizione di stallo dell’Assessorato Regionale sardo al lavoro. Dove la Regione Sardegna si è bloccata, intervenga lo Stato centrale. La, dove è nato il progetto, così da bypassare le vicissitudini attuali e dare slancio e respiro ad un territorio agonizzante».
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18/1/2026
La richiesta principale è quella di completare le assunzioni previste, scorrere le graduatorie degli idonei e permettere un utilizzo inter-amministrativo delle competenze già selezionate, evitando nuovi concorsi costosi e ritardati



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