Mobilitazione per lo sciopero generale dell´industria e delle attivita´ produttive proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Momenti di tensione per i blitz degli operai Alcoa. Contestato il leader della Uil Angeletti
CAGLIARI - Uno striscione con la scritta "Rossella libera" ha aperto il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil nel giorno dello sciopero contro la crisi nell'isola. A Cagliari 20 mila persone - provenienti da tutte le province con un centinaio di pullman - hanno manifestato contro Governo e Regione, e per chiedere soluzioni sulle emergenze della Sardegna.
In piazza vengono chieste risposte per lo stato d'insularità, per i 350 mila sardi sotto la soglia di poverta', per i 30 mila posti di lavoro persi nell'ultimo anno e per altri (e oltre) 100 mila lavoratori - su 450 mila - che usufuiscono degli ammortizzatori sociali. Momenti di tensione si sono avuti quando gli operai dell'Alcoa si sono staccati dal corteo, andando a sbattere i caschetti sui vetri del palazzo del Consiglio regionale, finendo per occupare la sede dell'Enel. Nel comizio finale, in Piazza del Carmine, è stato contestato il leader della Uil, Luigi Angeletti. Dai militanti del Partito Comunista dei Lavoratori e non solo, il sindacalista è stato preso di mira per l'articolo 18, che «non si tocca» hanno urlato dalle prime file.
Ugo Cappellacci. «Le motivazioni che oggi hanno condotto migliaia di Sardi in piazza non solo meritano la massima considerazione, ma riaffermano con forza la necessità del dialogo e di un’azione comune dell’intera società sarda». Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, in seguito allo sciopero. «Già nei prossimi giorni – ha anticipato Cappellacci - la Giunta chiederà una ripresa del confronto con i sindacati, con la volontà di andare oltre un giusto riscontro ai tanti Sardi che oggi hanno manifestato in piazza e di individuare le basi sulle quali fondare un’azione comune».
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