I sindacati chiamano a raccolta il mondo dei lavoratori sardi. Appuntamento a Cagliari in piazza Garibaldi alle ore 9 e il corteo si snoderà poi sino alla piazza del Carmine dove si terra´ il comizio finale
CAGLIARI - «Lo sciopero di martedì segue una lunga fase di mobilitazione di lotta dei lavoratori sardi che denunciano l'inconcludenza dell'iniziativa del Governo e della Regione sulle vertenze delle aree industriali in crisi e l'assenza di provvedimenti e risorse finanziarie per rilanciare l'industria, l'agricoltura e l'economia sarda». Lo affermano, in una nota congiunta, i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca.
Negli ultimi 4 anni la Sardegna ha perso 30mila posti di lavoro, 100mila lavoratori su 600mila unita' utilizzano tutta la varietà degli ammortizzatori sociali, tasso di disoccupazione giovanile che riguarda un giovane su due. Sono queste le cifre che il 13 marzo riporteranno in piazza migliaia di lavoratori.
Gli obbiettivi da raggiungere, secondo i sindacati, riguardano il riconoscimento dello status di insularità, il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e il potenziamento del sistema agroindustriale sardo. I manifestanti si concentreranno in piazza Garibaldi alle ore 9 e il corteo si snoderà poi sino alla piazza del Carmine dove si terra' il comizio finale anche con i segretari Luigi Sbarra (Cisl) e Vincenzo Scudiere.
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