Gli ultimi due anni e mezzo della legislatura sono un fallimento secondo il segretario della Cgil di Sassari Antonio Rudas che invoca le elezioni e prepara lo sciopero dell´11 novembre
SASSARI - «Il tempo delle attese è finito. La giunta regionale deve fare l'unica cosa utile per il territorio e la Sardegna: rassegnare immediatamente le dimissioni e lasciare che i cittadini decidano da chi vogliono essere governati». Così il segretario della Cgil di Sassari Antonio Rudas commenta gli ultimi due anni e mezzo della legislatura.
«Le condizioni sociali ed economiche in cui versiamo – spiega Rudas - sono davvero senza precedenti, mentre la crisi non è minimamente contrastata e la nostra gente si trova depressa dalla disperazione. Chiudono le attività storiche, ogni settore perde quotidianamente pezzi e la classe dirigente non fa assolutamente niente. La sofferenza che affrontiamo non ha riscontri se non negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Siamo governati da irresponsabili che non vedono e non si rendono conto di quanto sta accadendo, perché è difficile che un politico che guadagna decine di migliaia di euro al mese possa comprendere la disperazione di chi sta perdendo tutto e di chi non ha niente».
«Ormai andare ai tavoli di confronto non ha più senso nemmeno per il sindacato», accusa il segretario della Camera del lavoro di Sassari. «Si firmano accordi e intese che rimangono sempre sulla carta, le uniche pratiche che trovano un riscontro sono quelle che prevedono chiusure e cessazioni delle attività esistenti. Pertanto lo sciopero del prossimo 11 novembre proclamato da Cgil, Cisl e Uil dovrà soprattutto contenere una rivendicazione chiara: i lavoratori e i cittadini uniti dovranno pretendere ad alta voce che il consiglio regionale venga sciolto per andare immediatamente a votare».
Secondo Rudas, «siamo in una fase in cui la politica si deve rinnovare completamente, bisogna che i partiti specie quelli derivanti dalle antiche vocazioni popolari riprendano ad occuparsi delle persone e dei lavoratori, occorre finalmente che si ritorni a essere rigorosi, puliti e concreti». Secondo il segretario, è opportuna anche una rivisitazione del ruolo del sindacato in Italia, che non può limitarsi ad essere semplicemente in un erogatore di servizi. «Il movimento ha bisogno di essere completamente restituito nelle mani dei lavoratori ai quali deve essere riconosciuta sempre l'ultima parola prima che un'accordo venga considerato valido».
«Si vada subito a votare - conclude - ed i partiti presentino programmi credibili e concreti, ci spieghino prima del voto come vogliono effettivamente ridurre i costi della politica ed eliminare le ingiustizie presenti..Perciò il sindacato in questa stagione straordinaria si dovrebbe impegnare direttamente su questo versante, i lavoratori, e i pensionati ma soprattuto i giovani, hanno l'interesse a fare fronte comune, serve una vera rinascita delle coscienze e il primo segnale forte deve arrivare proprio il prossimo 11 novembre».
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