Nonostante nel 2009 ci sia stato un calo dei passeggeri, ha precisato l´amministratore delegato dello scalo aeroportuale di Olbia, il bilancio si è chiuso in attivo
OLBIA - Meno critica, invece, la situazione nello scalo di Olbia. L’amministratore delegato della società di gestione (geasar) dell’aeroporto Olbia-Costa Smeralda Silvio Pippobello ha detto che, nonostante nel 2009 ci sia stato un calo dei passeggeri, il bilancio si è chiuso in attivo. «La contrazione da 1.800.000 del 2008 al 1.650.000 passeggeri del 2009 – ha aggiunto – è dovuta alla crisi economica e a un sistema concorrenziale regionale che ha penalizzato il nostro aeroporto».
Inoltre - ha confermato il l'ad - gli altissimi costi relativi all’assistenza aerea sono una posta pesante nel nostro bilancio. Ma le perdite derivanti dall’assistenza agli aeromobili sono compensate dalle attività commerciali. Infatti, dei 42 milioni di euro di incasso, ben 21 milioni arrivano dalle attività commerciali che spesso sono gestite direttamente dalla Geasar. Per il futuro lo scalo di Olbia punta su nuove rotte e sul consolidamento di quelle già esistenti.
Attualmente al “Costa Smeralda” volano 50 compagnie aeree, di cui 20 di linea e 40 charter. Le destinazioni sono 60 e gli aeromobili collegano 11 paesi. Ma i responsabili della società puntano sul rafforzamento delle bretelle viarie da e per l’aeroporto e sull’allungamento della pista. «Questo potrà realizzarsi - ha detto l’amministratore delegato della società - rimettendo in piedi l’accordo tra aeroporto, Enac e Regione. Speriamo - ha concluso Pippobello - entro l’anno».
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