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S.A. 10:00
Marino a pieno regime: «ora investimenti e tecnologia»
Il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas traccia un bilancio dell’attività del nosocomio algherese: «Un reparto che garantisce un servizio di alto livello a tutto il territorio. Ora servono ulteriori investimenti in presidi, ausili e tecnologie»


ALGHERO - La Riabilitazione dell’Ospedale Marino Regina Margherita di Alghero, dedicata alla presa in carico di pazienti con disabilità di origine ortopedica e neurologica, rappresenta oggi un importante punto di riferimento per il territorio e una realtà che merita di essere valorizzata e ulteriormente potenziata. Un risultato reso possibile grazie al lavoro quotidiano e alla professionalità di medici fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, personale infermieristico e OSS, che garantiscono ai pazienti percorsi assistenziali e riabilitativi personalizzati, accompagnandoli nelle diverse fasi del recupero. A sottolinearlo è il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas, che evidenzia come il reparto abbia mantenuto un’attività a pieno ritmo durante tutta l’estate, garantendo continuità assistenziale e percorsi riabilitativi a pazienti provenienti da tutto il territorio: «la Riabilitazione del Marino ha messo la quinta marcia e i numeri dell’attività dimostrano concretamente la qualità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti. Siamo davanti a una vera eccellenza sanitaria, che deve essere sostenuta, valorizzata e messa nelle condizioni di continuare a crescere».

Secondo Mulas, la crescita della Riabilitazione si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo dei servizi dell’Ospedale Marino, dove anche l’attività ortopedica continua a rappresentare un presidio importante per il territorio, nonostante la disponibilità attuale di una sola sala operatoria, che oggi opera a mezzo servizio: «È importante sottolineare aggiunge il presidente della Commissione Sanità che l’attività dell’ospedale non può essere valutata guardando soltanto alle singole criticità. Al Marino ci sono professionalità, competenze e servizi che stanno crescendo e che devono essere messi nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale. Anche l’attività ortopedica, pur dovendo oggi fare i conti con una sola sala operatoria che lavora a mezzo servizio, rappresenta un elemento fondamentale per la risposta sanitaria del territorio». L’attività del reparto è rivolta a persone che presentano una riduzione o perdita delle capacità motorie e funzionali conseguente a patologie neurologiche, interventi chirurgici, traumi o patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.
La presa in carico parte dalla valutazione fisiatrica, attraverso la quale vengono definiti i bisogni riabilitativi della persona, la prognosi funzionale, gli obiettivi e il programma riabilitativo più appropriato.

Il percorso non riguarda quindi soltanto il recupero del movimento e della forza, ma più complessivamente il raggiungimento del massimo livello possibile di autonomia nelle attività della vita quotidiana e di partecipazione sociale. Accanto ai percorsi ortopedici assume particolare rilievo la riabilitazione neurologica, rivolta in particolare ai pazienti con esiti di ictus e ad altre condizioni neurologiche che determinano disabilità motorie e funzionali. L’attività comprende inoltre la presa in carico di pazienti con amputazione d’arto, attraverso percorsi personalizzati finalizzati al recupero funzionale e dell’autonomia e, quando indicato, alla preparazione alla protesizzazione e al successivo addestramento all’utilizzo della protesi. Un ulteriore passo avanti è arrivato alla fine di luglio 2026, quando il reparto ha ricevuto in dotazione, grazie all’intervento della Direzione della ASL di Sassari, un nuovo ecografo di ultima generazione. L’ecografia rappresenta uno strumento di crescente importanza anche in Medicina Fisica e Riabilitativa. Consente infatti lo studio dinamico di muscoli, tendini e altre strutture dell’apparato muscolo-scheletrico e può supportare il fisiatra sia nella valutazione clinico-funzionale sia nell’esecuzione di procedure interventistiche ecoguidate. «L’arrivo del nuovo ecografo rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il Marino e verso la Riabilitazione – aggiunge Mulas –. È una tecnologia che consentirà di ampliare ulteriormente le possibilità di valutazione e trattamento dei pazienti. L’ecografo sarà a breve collaudato e potrà entrare pienamente nell’attività del reparto».

Un dato particolarmente significativo riguarda anche l’occupazione dei posti letto: il reparto registra attualmente la piena occupazione dei posti disponibili, a conferma di una domanda assistenziale importante e della necessità di continuare a investire nella struttura. La Riabilitazione può contare su un team composto da medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa, compresa la direttrice della struttura, 14 fisioterapisti e 2 terapisti occupazionali, oltre al personale infermieristico e agli OSS impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti. «È proprio il lavoro di squadra a fare la differenza – sottolinea Mulas –. La qualità di un reparto di riabilitazione non dipende soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalle persone che vi lavorano. Fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, infermieri e OSS svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale, spesso complesso, accompagnando pazienti fragili in percorsi che possono essere lunghi e impegnativi».
La terapia occupazionale rappresenta una componente importante del percorso riabilitativo, in particolare nei pazienti con maggiore compromissione funzionale. Il suo obiettivo è favorire il recupero dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana e consentire alla persona di utilizzare al meglio le capacità recuperate o residue. Particolarmente significativa è l’attività dedicata alla neuroriabilitazione: attualmente 15 pazienti con esiti di ictus sono inseriti nei percorsi riabilitativi del reparto, accanto ai pazienti con problematiche ortopediche e alle persone che necessitano di programmi riabilitativi a maggiore complessità.

Tra le attività avviate assume particolare importanza il percorso riabilitativo rivolto alle persone con amputazione d’arto. La riabilitazione della persona amputata è un processo complesso che accompagna il paziente nelle diverse fasi del recupero: dalla cura e preparazione del moncone al recupero delle capacità motorie e dell’autonomia, fino alla protesizzazione, quando indicata, e all’addestramento al corretto utilizzo della protesi. «La protesi non è semplicemente un dispositivo che viene applicato - spiega Mulas - . Il paziente deve essere accompagnato in un percorso riabilitativo che gli consenta di imparare a utilizzarla in maniera efficace, integrandola progressivamente nello schema corporeo e nelle attività della vita quotidiana. È un lavoro complesso che richiede competenze specifiche, tempo e un approccio multiprofessionale». Quando necessario, anche il sostegno psicologico può rappresentare una componente importante del percorso, accompagnando la persona nel processo di adattamento alla nuova condizione e nel recupero dell’autonomia personale, familiare e sociale.

La Direzione generale ha già approvato l’arrivo di nuove strumentazioni e presidi destinati a implementare ulteriormente i percorsi riabilitativi. Secondo Mulas, tuttavia, è necessario proseguire su questa strada e programmare ulteriori investimenti nelle tecnologie e negli ausili in grado di migliorare la qualità, l’intensità e la personalizzazione dei trattamenti: «se vogliamo continuare a garantire un’assistenza riabilitativa di alto livello, dobbiamo mettere il reparto nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati alla complessità dei pazienti. Ci sono presidi e tecnologie che consentirebbero di compiere un ulteriore salto di qualità». Tra le necessità individuate figurano strumentazioni per la valutazione e l’esercizio isocinetico, carrozzine e ausili adeguati alle differenti esigenze funzionali, deambulatori, sistemi per la verticalizzazione e tecnologie avanzate di supporto al recupero neuromotorio, oltre agli ulteriori dispositivi necessari per completare e potenziare i percorsi riabilitativi.

Per il presidente della Commissione Sanità è quindi necessario guardare alla Riabilitazione e, più in generale, all’Ospedale Marino, con una prospettiva di crescita: «Il mio appello è rivolto alla Direzione affinché continui a investire sul Marino e, in particolare, sulla Riabilitazione. Qui abbiamo professionalità, competenze, un reparto che lavora a pieno regime e una domanda assistenziale importante. Non possiamo limitarci a mantenere ciò che abbiamo: dobbiamo investire per far crescere questa eccellenza». «Allo stesso tempo - prosegue - dobbiamo continuare a sostenere la crescita dei servizi dell’ospedale e intervenire sulle criticità che ancora ne limitano le potenzialità. Anche l’attività ortopedica, con una sola sala operatoria attualmente operativa a mezzo servizio, ha bisogno di condizioni adeguate per poter rispondere pienamente alle esigenze della popolazione». Valorizzare la Riabilitazione dell’Ospedale Marino significa garantire un servizio di qualità non soltanto ad Alghero, ma a tutto il territorio. Una realtà nella quale competenze professionali, lavoro multiprofessionale, tecnologie e presa in carico globale della persona concorrono a un unico obiettivo: favorire il massimo recupero possibile dell’autonomia e della qualità della vita. «Il dato più importante - conclude Mulas - è che abbiamo un reparto pienamente operativo, con i posti letto occupati, professionisti altamente qualificati e percorsi che rispondono a bisogni assistenziali complessi. È da questa base solida che dobbiamo partire per costruire il futuro della Riabilitazione e dell’intero Marino».
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