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Cor 8:23
25 Aprile, veleni tra paracadutisti e partigiani
Il direttivo Anpi di Alghero "Marisa Musu", composto da Valter Battistoni, Angelo Lattanzio, Elena Pittau, Antonello Spanu e Salvatore Scala, ribatte al presidente Provinciale dell´Associazione d’Arma Paracadutisti ed ai vertici di Fratelli d’Italia


ALGHERO - «A pochi giorni dalla Festa della Liberazione dal nazifascismo - quest’anno si tiene con l’80° Anniversario del diritto di voto alle donne, della Repubblica e dell’Assemblea costituente - veniamo chiamati in causa da un inedito tandem: il rappresentante locale dell’associazione nazionale dei paracadutisti e, a supporto, dai rappresentanti della sezione algherese di FdI. Probabilmente non paghi delle critiche rivolte ai responsabili del cerimoniale comunale per presunte sviste organizzative, nel vano tentativo di guastare la Festa, hanno pensato di cogliere l’occasione per rivolgerci l’accusa di “aver trasformato la Festa della Liberazione in una tribuna faziosa e divisiva”. In particolare, sembra non abbiano gradito l’intervento della nostra rappresentante dell’ANPI, testo di cui ci assumiamo la piena paternità (e maternità). Premettiamo che non abbiamo nulla contro i paracadutisti, a parte quelli che dopo l’8 settembre del 1943 confluirono nella RSI e si distinsero per i rastrellamenti e le uccisioni di partigiani e civili, e quelli che a Borore trucidarono il T. Col. Bechi Luserna, “reo” di non volersi unire all’esercito nazista in ritirata dalla Sardegna. A dire il vero non simpatizziamo nemmeno con chi fra di loro oggi si erge a portatore di disvalori estranei alla cultura democratica del nostro Paese».

E' polemica ad Alghero all'indomani delle celebrazioni del 25 Aprile: così Il direttivo algherese della sezione Anpi di Alghero "Marisa Musu", replica al presidente Provinciale dell'Associazione d’Arma Paracadutisti, Par. Giuseppe Meloni, ed ai vertici locali di Fratelli d’Italia Alghero. «Per ulteriore scrupolo - sottolineano dall'Anpi - abbiamo letto e riletto l’intervento pubblico della nostra rappresentante e lo abbiamo anche pubblicato sui nostri social affinché ciascuno possa rendersi conto di quanto la faziosità sia lontana dallo spirito e dalle parole pronunciate in piazza Porta Terra. Vi si trovano solo temi quali il primo voto alle donne, il ripudio della guerra, l’urgenza del ripristino del diritto internazionale, il lavoro povero che non consente una vita libera e dignitosa, i ripetuti inviti alla pace dei Papi Francesco e Leone, del Presidente Mattarella, il ricordo delle partigiane Marisa Musu e Tina Anselmi, le parole di Calamandrei, la speranza di una soluzione del problema palestinese, un popolo oppresso da decenni ma che a Gaza ha assunto le dimensioni di un genocidio di cui sono maggiormente responsabili il governo israeliano di estrema destra di Netanyahu e l’ideologia sionista che lo sostiene, e infine la soddisfazione per un massiccio ritorno alle urne da parte dei giovani nell’ultimo referendum».

«Comprendiamo tuttavia che parole come “partigiano” o “antifascismo” possano risultare indigeste, se non urticanti, per una certa destra nostalgica, ma non è un problema nostro, né delle istituzioni repubblicane, né della maggioranza del popolo italiano» ricavano dall'Associazione Partigiani d'Italia. «Il 25 Aprile segna la data del riscatto della dignità dell’Italia, trascinata e sconfitta in una guerra senza senso. Guerra voluta da Mussolini e dal regime fascista in alleanza con la Germania nazista, che ha precipitato l’Italia e il mondo intero in un abisso di lutti e sofferenze. Crediamo perciò che i concetti espressi dalla nostra rappresentante siano quanto di più inclusivo e unitario si possa immaginare. La Festa della Liberazione è divisiva solo per coloro che non hanno fatto i conti con il fascismo e per ciò stesso tentano di sminuirla e contestarla. La vorrebbero come “ricorrenza nazionale unitaria”, ma in definitiva la disertano.
Crediamo infine siano maturi i tempi per un confronto in città che porti a un ripensamento della Festa della Liberazione per riportarla al suo significato autentico, cioè la festa della libertà, della dignità, dell’uguaglianza, della giustizia sociale e della pace, valori espressi dalla nostra Costituzione repubblicana e antifascista. Ci sono infatti altre festività nazionali per tributare il giusto e doveroso omaggio ai militari caduti» chiude il direttivo composto da Valter Battistoni, Angelo Lattanzio, Elena Pittau, Antonello Spanu e Salvatore Scala.
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