La determinazione a fare le primarie ad Alghero è certamente un felice passo avanti. Si tratta di un evento in chiave positiva. E’ questa certamente la domanda che proviene dal popolo dell’Ulivo e di tutto il centrosinistra, com’è fuori dubbio che un clima di coesione può favorire efficacia e visibilità delle iniziative politiche future. Le liste unitarie proposte e promosse dai partiti, sono un momento qualificante di questo processo, non solo per il risultato in sé, ma per l’ovvio significato che quei voti assumerebbero negli equilibri interni alla coalizione. La piena legittimazione del candidato sindaco agli occhi di tutti, dicasi tutti, cittadini ed alleati politici, creerebbe un clima positivo che rilancerebbe il centrosinistra algherese, quello che con estrema semplicità ha perso le scorse elezioni comunali del 2002. La verità vera è che le scorse elezioni comunali, il centrosinistra algherese le ha perse a causa dell’incapacità di scegliere autonomamente un candidato sindaco ad Alghero, nonostante un’aggregazione politica di centrosinistra costituita da Psd’az, Pdci, Udeur ed il movimento Confronto avesse lavorato per oltre un anno e mezzo sul nome dell’Avv. Giulio Spanu, aggregazione alla quale si aggiunse all’inizio del 2002 anche la costituenda Margherita locale come si può evincere dalla rassegna stampa dell’epoca, salvo poi cambiare in corsa il nome del candidato sindaco. Non tutto il centro sinistra era d’accordo sulla designazione dell’Avv. Spanu, infatti, dal cilindro romano – sassarese è stato fatto il nome del dott. Gerolamo Colavitti, candidatura assolutamente non proposta da Alghero. Nulla da dire sul dott. Colavitti, rispettabilissima e dignitosissima persona, se non per la sua assenza per ragioni professionali dalla città di Alghero da 30 anni. L’essere algheresi per quanto autorevoli non concede politicamente il privilegio di una candidatura vellutata rispetto a coloro che ad Alghero ci vivono e ci lavorano tutto l’anno, conoscendo alla perfezione tutte le problematiche del tessuto sociale locale, cosa che non può essere riconosciuta a distanza. In molti hanno accettato l’imposizione romana – sassarese (non tutti, qualcuno che non aveva approvato l’arrogante imposizione s’era dignitosamente dimesso per decenza politica e rispetto del candidato Spanu), ed il risultato è stato quello evidente della guadagnata opposizione. Sarebbe curioso conoscere il numero delle sedute consiliari a cui ha partecipato il dott. Colavitti. In sintesi, la volontà manifestata di procedere con le primarie non indica che il più è fatto, ma l’impressione di avere intrapreso la strada giusta. Il che dovrebbe consentire di centrare adesso l’attenzione sulle due questioni urgenti: la prima è completare presto e bene una rosa dei candidati qualificati per le elezioni comunali della prossima primavera. “Presto” significa impiegare proficuamente il tempo per avere a disposizione una mappa completa delle donne e degli uomini di tutte le categorie sociali che sfideranno il centro destra in una scadenza politicamente decisiva per il rilancio politico del centro sinistra in città, lasciando perdere provincia, regione e camera dei deputati che hanno collegi che vanno oltre i confini locali. “Bene” vuol dire che non si dovrebbero privilegiare già gli equilibri interni ma lo spirito di squadra e, in primis, la domanda di buon governo che gli elettori rivolgono. L’altra priorità è ancora una volta il capitolo del Programma. Con la maiuscola iniziale a conferma che non di un’elencazione di traguardi si tratta ma delle scelte fondamentali dove più pressante è la domanda di una svolta dopo l’esperienza del centro destra. Lasciando perdere chiaramente tutta una serie di passaggi negativi attuati da chi è stato eletto col centro sinistra per poi passare alla prima occasione nel centro destra senza avere né esprimere la minima coerenza politica. Aspetto questo non proprio marginale. Spetta dunque all’opposizione d’oggi in città ricostruire quel clima di fiducia di cui tanto si sente il bisogno, lasciando perdere le chicchere ed i pettegolezzi nei confronti dell’avversario politico, l’avversario si batte sapendo scegliere, non cambiando all’ultimo minuto il candidato sindaco. E la corsa è appena cominciata. Auguri di buon lavoro a coloro che sapranno impegnarsi seriamente senza pregiudizi e condizionamenti.
Cordialmente, Fabrizio Casu
Commenti