Si è svolto ieri a Cagliari un incontro tra i delegati del sindacato della sanità Nursind territoriale e l’assessore Arru sulle criticità nelle aziende sanitarie sarde riguardo in particolare le dotazioni organiche e l’applicazione di nuovi metodi gestionali basati sull’intensità di cura
SASSARI - Si è svolto ieri a Cagliari un incontro tra i delegati del sindacato della sanità Nursind di Sassari e l’assessore Arru sulle criticità nelle aziende sanitarie sarde riguardo in particolare le dotazioni organiche e l’applicazione di nuovi metodi gestionali basati sull’intensità di cura.
«In particolare - spiegano dal sindacato - è stata posta l’attenzione sulle carenze di infermieri nelle corsie e nelle unità operative di urgenza e area critica, con rapporti operatore-paziente al di sotto degli standard di sicurezza, l’abnorme ricorso al lavoro in straordinario e il progressivo e preoccupante aumento dell’età media del personale addetto all’assistenza, dovuto al blocco del turn over».
«Fattori che incidono pesantemente sulla qualità delle prestazioni erogate e costituiscono, in tempi di spending review, apparenti risparmi immediati, ma diseconomie nel lungo periodo. Il tutto in un quadro di risorse umane numericamente sbilanciato in eccesso verso alcune figure (mediche e amministrative) rispetto ad un reale fabbisogno che richiederebbe invece quelle infermieristiche e di supporto».
«Stanti i vincoli posti dalle varie leggi finanziarie, il responsabile della sanità nell’isola ha concordato sulla necessità di un riequilibrio delle piante organiche in questo senso e ipotizzato l’opportunità di sperimentare il sistema presentato la settimana scorsa dall’ex direttore generale Zanaroli a Sassari e Nuoro su un modello organizzativo che preveda davvero e non solo a parole, il paziente al centro della mission aziendale. Se resistenze verranno a questi progetti, è stato assicurato che non verranno dalla componente sanitaria che rappresentiamo, abituata da sempre a considerare l’assistenza come fine e non come mezzo».
Commenti