Ieri, le autorità politiche e civili hanno partecipato alle celebrazioni tenute a Fertilia, in un´atmosfera che fa riscoprire il vero sentimento della giornata
ALGHERO - «Con il Giorno del ricordo è stata sanata una ferita profonda», ha dichiarato martedì il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ed «una delle giornate che servano sempre a non dimenticare, a non nascondere», ha sottolineato nella riunione di ieri, nell'aula di Via Columbano, il presidente del Consiglio Comunale di Alghero Matteo Tedde, parafrasando la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.
Ieri, si è celebrato in tutta Italia il Giorno del ricordo, in omaggio alle vittime delle foibe ed all'esodo dalmata-giuliano. Un ponte tra sentimento e memoria, tra quello che è successo circa sessant'anni fa, un tempo apparentemente lontano, in una terra altrettanto lontana, in apparenza, ma vicina a tante persone che vivono ora nella Riviera del Corallo.
Le autorità civili e politiche si sono recate a Fertilia, luogo simbolo di questa parte della storia italiana, partecipando nella chiesa di San Marco alla santa messa in memoria della vittime delle foibe, con la benedizione delle corone dall'alloro che, al termine di un breve corteo, sono state lasciate davanti alla stele che sorregge il leone alato, statua-simbolo di Piazza San Marco, ed al monumento del Cristo delle foibe, sul Lungomare Rovigno. Nel pomeriggi, il circolo “10 febbraio” ha ospitato la presentazione del libro “Nosaltres els julians”, di Antonietta Cervai,organizzata dalla sezione algherese della “Fidapa”, insieme alla sezione locale dell'“Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia”, con l'introduzione di Fulvia Cervai.
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