Domani, l´evento intitolato La cultura dei diritti. Pratiche, politiche, esperienze, è in programma nella sala convegni de La Nuova Sardegna, a Predda Niedda, dalle ore 9
SASSARI – Sabato 7 febbraio, alle ore 9, la sala convegni de “La Nuova Sardegna”, a Predda Niedda, ospiterà “La cultura dei diritti. Pratiche, politiche, esperienze”, il secondo appuntamento con la rassegna sui Diritti. L'iniziativa ha il patrocinio del Comune di Sassari ed è organizzata dalle associazioni “Temperalapsus”, “Movimento Omosessuale Sardo”, “Amnesty International”, “Materia Grigia”, “Libera”, “Noi Donne 2005”, “Akos”, “Theatre en Vol”, “Le ragazze terribili”, “Nessun Dorma”, “Jakaar”, “Banca Etica” ed “Uildm”.
L'incontro di domani è articolato in due sessioni: la mattina, le relazioni di Alberto Merler, Gavina Cherchi, Massimo Dell'Utri, Francesca Arcadu e Carla Bassu. Coordinerà i lavori, Sergio Porcu. Nel pomeriggio, dalle 15.30, è in programma la tavola rotonda con esponenti di associazioni ed istituzioni pubbliche che, quotidianamente, si occupano, confrontandosi con i diritti soprattutto, quelli negati. Sergio e Porcu e Pier Giorgio Pinna dialogheranno con il magistrato del Tribunale per i Minori Antonio Minisola, con il direttore del Consorzio Sviluppo Civile Francesco Nurra, con l'assessore alle Politiche educative giovanili e Sport Maria Francesca Fantato, con l'esponente del Mos Massimo Mele, con il presidente dell'Yakaar Cheikh Djankha e con il presidente dell'Isde Vincenzo Migaleddu.
La rassegna nasce con l'obbiettivo di aprire uno spazio di riflessione e dibattito e dalla necessita di pensare ad una cultura dei diritti che non si esprima soltanto nelle rivendicazioni di un singolo gruppo o categoria, ma guardi all'uomo nella sua totalità, ricomponendo la frammentarietà delle visioni. E' necessario partire da un'analisi di come sia nata e, sia andata sviluppandosi nel tempo la cultura dei diritti per poter comprendere quali sono gli ostacoli ad una sua piena realizzazione. La riflessione sui diritti è strettamente collegata alla cultura, perché le manifestazioni più alte di questa come l'arte, la musica e la letteratura hanno accompagnato nel corso della storia, spesso anticipandole, le lotte per il riconoscimento dei diritti e ne hanno sviluppato i temi favorendone la loro sedimentazione nella percezione sociale.
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