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S.I. 29 dicembre 2014
Fermato il progetto del fotovoltaico a Solanas
Accolte le “osservazioni” presentate al Servizio Savi (sostenibilità ambientale e valutazione impatti) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus con un atto di intervento


CAGLIARI - Superate le singolari interpretazioni delle norme sulla partecipazione dei cittadini alle procedure di valutazione di impatto ambientale. LOa Giunta regionale, con la deliberazione del 23 dicembre 2014, ha deciso l’“esito negativo per incompatibilità ambientale” in conclusione del procedimento di valutazione di impatto ambientale relativo al "Progetto di un impianto fotovoltaico della potenza di 7.111,11 kWp da realizzarsi in località Sa Guardia – frazione di Solanas in comune di Sinnai” presentato dalla Sa Guardia Agricola Immobiliare s.r.l.

Accolte le “osservazioni” presentate al Servizio Savi(sostenibilità ambientale e valutazione impatti) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus con un atto di intervento (10 settembre 2013) nel procedimento di Via. Il progetto, predisposto dalla società di progettazione Debasi srl, interessa buona parte della vallata di Santa Barbara (oltre 50 ettari), ora parzialmente occupato temporaneamente da materiali di scavo provenienti dai cantieri della nuova strada statale 125 ma prevalentemente terreni agricoli, pascoli, corsi d’acqua, macchia mediterranea.

La precedente procedura di verifica di assoggettabilità si era conclusa (con delibera regionale del 23 settembre 2011) con la decisione di svolgere il più approfondito e incisivo procedimento di Via proprio per il pesante impatto ambientale su terreni a vocazione agricola e pascolativa, con emergenze archeologiche, di sensibile interesse paesaggistico.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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