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A.B. 18 dicembre 2014
Tutela territorio: da Lanusei un passo avanti
L´assessore regionale della Difesa dell´Ambiente Donatella Spano commenta l´ordinanza del Tribunale penale in materia di giudizio per danno ambientale


LANUSEI – Giovedì mattina, il Tribunale penale di Lanusei ha emesso un'ordinanza che rimette l'istanza alla Corte Costituzionale, riconoscendo la rilevanza e la fondatezza dell'eccezione di illegittimità costituzionale fatta valere dall'Ufficio legale della Regione Autonoma della Sardegna sulla norma che circoscrive allo Stato la possibilità di agire in giudizio per danno ambientale. Sull'argomento, è intervenuta l'assessore regionale della Difesa dell'Ambiente Donatella Spano.

«Se la Consulta dovesse accogliere l'eccezione di incostituzionalità – ha dichiarato Spano - la Regione potrebbe agire per la tutela del proprio territorio nella maniera più ampia possibile, in armonia con la linea fatta valere da questa Giunta Regionale che lavora, fin dal suo insediamento, per l'autonomia nella programmazione e pianificazione delle risorse. L'ordinanza del Tribunale di Lanusei rappresenta dunque un pronunciamento importantissimo perché va nel senso dell'autodeterminazione della Sardegna anche per la tutela dell'integrità dei nostri beni ambientali».

«Oggi – prosegue - solo lo Stato è legittimato a far valere il danno ambientale, persino in casi di evidente conflitto di interessi come per i poligoni militari, dove sempre lo Stato è il responsabile del causato danno. Un paradosso a cui è giusto porre rimedio». Infine, l'assessore regionale ha ricordato che la sospensione del processo, fino alla pronuncia della Corte Costituzionale, sospende anche i termini per la prescrizione, salvaguardando in tal senso tutti i diritti delle parti in causa.

Nella foto: l'assessore regionale Donatella Spano
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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