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S.I. 26 novembre 2014
Top 100 inquinatori europei: c´è anche la Saras
C´è anche la Saras tra le industrie pià inquinanti del Vecchio Continente. L´Agenzia Europea dell´Ambiente ha stilato una classifica la fine di verificare quale sia lo stato in Italia


CAGLIARI - C'è anche la Saras tra le industrie più inquinanti del Vecchio Continente. L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha stilato una classifica la fine di verificare quale sia lo stato in Italia. L'inquinamento dell'aria e i gas serra prodotti dall'industria in Italia fra 2008 e 2012 sono costati alle realtà industriali fra 26 e 60 miliardi di euro.

L'Aea ha fotografato nello Stivale una situazione piuttosto critica. In totale gli impianti sotto la lente di ingrandimento sono 1329. La Saras raffinerie sarde spa a Sarroch si trova al 92esimo posto. Vediamo comparired l'Ilva di Taranto al 29eismo posto poi la centrale termoelettrica Federico II di Brindisi. A seguire al 50eismo posto la raffineria di Gela Spa, all'80esimo la raffineria di Augusta della Esso italiana e poi come detto la Saras. Fiumesanto compare al 108esimo posto.

L'agenzia europea ha calcolato per il 2012 danni fra i 59 e i 189 miliardi provocati agli europei dalle emissioni complessive di 14.325 industrie Ue. Una cifra, quest'ultima, pari al Pil della Finlandia o alla metà del Pil della Polonia. Il costo medio pro capite per gli europei si stima fra i 115 e 368 euro. Si tratta si un tema importante anche al centro dell'incontro del G20 avvenuto pochi giorni fa in Austrialia dove la Cina ha deciso, per la prima, di diminuire le emissioni.

Nella foto la Saras
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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