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Marcello Simula 7 aprile 2006
La scuola dei DS: «Abrogheremo la Moratti»
La Sardegna, con il suo 6,2% di laureati e il 22% di diplomati è ultima tra gli ultimi, ben lontana dalla media degli accordi europei di Lisbona del 2001 che prevedono l’aumento dei diplomati al 40%


ALGHERO - Pianeta istruzione ai raggi x ieri sera nella sede cittadina dei Ds: alla presenza dell’onorevole Francesco Carboni l’incontro ha visto sul banco degli imputati la legge Moratti e l’evoluzione-involuzione del mondo dell’istruzione negli ultimi 5 anni. A coordinare i lavori è stato Ennio Asuni, segretario cittadino dei Ds, che ha subito introdotto Marco Balbina, responsabile del Dipartimento Scuola della direzione cittadina dei Democratici di Sinistra. «La riforma dell’istruzione, ha detto Balbina, porterà alla fine della scuola pubblica laica, radicalizzando le differenze sciali e sfruttando docenti e ricercatori universitari: è una riforma -ha continuato- che agisce per cristallizzare le differenze sociali». E dati alla mano l’Italia è si è rivelata fanalino di coda in Europa in quanto a laureati: solo il 12% degli italiani tra i 25 e i 34 anni hanno una laurea, contro il 36% della Spagna, o addirittura il 44% della Lituania, e comunque abbondantemente sotto la media europea del 22%. La Sardegna, con il suo 6,2% di laureati e il 22% di diplomati è ultima tra gli ultimi, ben lontana dalla media degli accordi europei di Lisbona del 2001 che prevedono l’aumento dei diplomati al 40%. «La legge Moratti, ha concluso Balbina, sta lavorando in direzione diametralmente opposta». Un accanito esame della riforma è stato invece quello di Speranza Cervera, della segreteria cittadina del partito, che ha subito puntato il dito contro l’abrogazione dell’obbligo scolastico, avvenuto attraverso la legge 53 del 2003, che ha provocato un forte aumento della dispersione scolastica. La Cervera ha poi presentato i numeri riguardo gli addetti ai lavori durante gli ultimi 5 anni: «dal 2001 oltre 2000 posti del personale Ata e 34300 posti di docenti sono stati cancellati, più altri 9000 insegnanti scomparsi a causa della saturazione delle cattedre». La Cervera ha richiamato infine l’abrogazione della riforma Moratti come punto fondamentale dell’eventuale prossimo governo di centrosinistra: «Ripristinare il ruolo pubblico della scuola è la prima cosa da fare se vogliamo davvero migliorare l’Italia». Intervento conclusivo è stato quello dell’on. Francesco Carboni, che ha evidenziato i punti fondamentali dell’attività di governo degli ultimi 5 anni riguardo a scuola e istruzione: gravi errori della riforma Moratti, secondo Carboni, sono stati in primo luogo il potenziamento delle strutture private a danno di quelle pubbliche e l’abbandono della ricerca. Per il deputato algherese si tratta di una «violazione dell’articolo 3 della costituzione, che toglie allo stato la potestà di creare condizioni di una parità scolastica». «Abrogheremo la Moratti -ha proseguito Carboni- per tornare a garantire il diritti degli studenti e dei docenti».

Nella foto l´incontro dei Democratici di Sinistra
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