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D.C. 5 novembre 2014
Potatura sospetta a San Pietro nel mirino del Grlg
Davanti al taglio di diversi alberi nella Pineta di Nassatta, nel Comune di Carloforte, sottoposta a vincolo paesaggistico, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha voluto approfondire la questione rivolgendosi agli organi competenti


CAGLIARI - L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus martedì ha inoltrato una specifica richiesta di informazioni ambientali e di adozione degli opportuni provvedimenti, riguardo il taglio di diversi alberi nella Pineta di Nassetta, sull’Isola di San Pietro nel Comune di Carloforte. «Nessun cartello “inizio lavori”, né altre indicazioni sono stati riscontrati da escursionisti che si sono imbattuti nel risultato del lavoro delle motoseghe – ha spiegato Stefano Deliperi del Grlg - lavoro che non pare concluso, vista la presenza di altri alberi segnati vistosamente».

Informati del caso, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Comune di Carloforte, il servizio regionale tutela del paesaggio, la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Cagliari e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. «Come noto – ha poi continuato – l’intera Isola di San Pietro è tutelata con vincolo paesaggistico, è destinata a riserva naturale regionale ed è classificata quale sito di importanza comunitaria “Isola di San Pietro”, ai sensi della direttiva sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, fauna e flora».

Per questo, il Grig si aspetta rapidi accertamenti per verificare la liceità o meno dei tagli e il conseguente blocco dei lavori, qualora risultino non autorizzati.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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