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Sassari NewsnotiziealgheroPoliticaElezioni › Parisi ad Alghero: «Il giorno del giudizio si avvicina». PS sposa la Margherita
Marcello Simula 1 aprile 2006
Parisi ad Alghero: «Il giorno del giudizio si avvicina»
PS sposa la Margherita
«Il giorno del giudizio della democrazia si avvicina, ha esordito Parisi, e sarà il giorno della fine di uno dei periodi più bui della nostra storia repubblicana»


ALGHERO - Elezioni politiche, anche per Arturo Parisi arriva la tappa algherese. Il presidente nazionale della Margherita, nato a Salerno ma sardo d’adozione, ieri sera ha portato tra le mura del chiostro di San Francesco le ragioni dell’Ulivo contro il governo della Casa delle Libertà. A fare gli onori di casa ci ha pensato Mario Bruno, esponente cittadino di Progetto Sardegna, che ha approfittato dell’occasione per confermare che anche Ps troverà nel nascituro partito democratico la collocazione ideale a livello nazionale. È stato poi Mimmo Pirisi, presidente della sezione locale della Margherita, a prendere le redini del discorso. Per lui sul banco degli imputati le tre grandi riforme della Cdl: la legge elettorale, la controriforma Moratti e la legge 30, tre capitoli. Si è affidato invece alle realtà locali l’on. Bruno Dettori, già senatore e numero due nelle liste della Margherita per palazzo Madama: secondo Dettori saranno proprio i piccoli centri il motore principale della rinascita dell’Italia. A concludere la serata è stato l’intervento di Arturo Parisi, capolista alla camera per la lista dell’Ulivo: «Il giorno del giudizio della democrazia si avvicina, ha esordito Parisi, e sarà il giorno della fine di uno dei periodi più bui della nostra storia repubblicana». Per il governo della Cdl non ci sono scuse secondo Parisi, che presenta nero su bianco i dati del governo Berlusconi: «il famoso contratto con gli Italiani prometteva di abbassare le tasse del 5%, mentre è stato raggiunto appena il -0,7%, ottenuto tra l’altro grazie al trasferimento di aggravi fiscali sulle spalle degli enti locali». Condanna secca, inoltre, sul versante occupazione: l’Italia, secondo Parisi, è affetta da un precariato dilagante, e poco contano le cifre sull’aumento dell’occupazione diffuse dal Premier: «Berlusconi il suo patto l’ha firmato davanti agli italiani, e non davanti agli immigrati che uscendo dal sommerso hanno gonfiato le cifre sull’occupazione». Altro punto caldo è la situazione economica italiana: i dati di Parisi hanno mostrato un Pil che, davanti a una promessa di aumento del 3,1%, è cresciuto solo dello 0,3%, mentre debito e spesa pubblica da 5 anni a questa parte sono in costante aumento. Parisi ha inoltre riportato il discorso sulla legge elettorale, “una porcata” secondo il leghista Calderoli, firmatario della stessa legge: «una porcata -ha accusato Parisi- perché fatta consapevolmente male, con l’intenzione di creare le peggiori condizioni per l’avversario: come facevano i tedeschi nella seconda guerra mondiale, che abbandonando l’Italia già sconfitti bruciavano e devastavano i territori occupati, allo stesso modo la Cdl, già sapendo di perdere, ha inteso fare terra bruciata alle sue spalle». Critiche sono inoltre arrivate sul modo di governare del Premier, colpevole di confondere intenzionalmente la sfera pubblica e istituzionale con quella privata. Eppure Parisi non vuole apparire troppo accanito: «noi non cerchiamo vendetta: siamo contro le leggi ad persona di qualsiasi tipo, sia a favore che a sfavore». «I problemi sono tanti -ha infine concluso Parisi- e potranno essere risolti solo attraverso progetti a lungo termine: per fare questo avremo bisogno di più di una legislatura e di un grande soggetto collettivo come l’Ulivo che garantisca continuità politica».

Nella foto Pirisi, Parisi e Dettori
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