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M.L.P.C. 17 ottobre 2014
A Cagliari il processo Portovesme: sit-in
Inizia oggi il processo penale contro l’AD della Portovesme Srl: protesta a Cagliari


CAGLIARI - Al Palazzo di giustizia di Cagliari oggi si apre la prima udienza del processo penale contro l'amministratore delegato della Portovesme Srl, Carlo Lolliri, per la vicenda legata alle bonifiche ed alla gestione dei rifiuti da parte dell'azienda. Davanti al giudice si presenteranno parti civili il Ministero dell'Ambiente, la Provincia di Carbonia-Iglesias ed il comune di Portoscuso. «Occorre una forte mobilitazione dell’opinione pubblica sulla tematica delle bonifiche, perché chi ha utilizzato male quei terreni deve pagare, noi sardi non possiamo morire di inquinamento» dichiara a Cagliarioggi Giacomo Dessì di “Presidio Piazzale Trento”, una delle 18 organizzazioni che questa mattina sono presenti per la manifestazione pacifica fronte Tribunale.

La situazione della zona del Sin (Sulcis-Iglesiente e Portotorres) è gravissima: sarebbero poco meno di 500mila gli ettari inquinati, la più vasta estensione territoriale d’Italia. E si sta parlando di metalli pesanti: arsenio, cadmio, mercurio e piombo.

«C’è stata una pessima gestione dei rifiuti, mancate e ritardate bonifiche che invece dovevano essere attivate con urgenza già dal 2000. Si pensi che da un’ordinanza di quest’anno del sindaco di Portoscuso è sconsigliato dare ai bambini verdure, latte di pecora e capra e addirittura carni della zona perché contenenti diossina» prosegue Dessì. La protesta di stamattina vuole quindi essere un momento di denuncia della situazione ambientale ma anche una riflessione sulla gravissima situazione nella quale versa il nostro territorio e una speranza che i reati ambientali non cadano subito in prescrizione ma che chi ha la responsabilità paghi penalmente.

Nella foto: lo striscione davanti al tribunale
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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