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Red 23 agosto 2014
Porto Torres,Canu (Cd): «sia resa pubblica la gestione rifiuti»
«Sia reso pubblico il resoconto della gestione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti». È la richiesta del consigliere Angelo Canu del Centro democratico al sindaco Beniamino Scarpa


PORTO TORRES - «Sia reso pubblico il resoconto della gestione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti». È la richiesta del consigliere Angelo Canu del Centro democratico al sindaco Beniamino Scarpa. La motivazione della richiesta, espressa nell’interrogazione, nasce dalla necessità di rendere giudicabile e visibile il rapporto sulle spese, ai cittadini del comune di Porto Torres, «che nonostante i buoni risultati non hanno avuto nessuna diminuzione nelle imposte», si legge nel documento.

Pubblicazione dei dati su quantità, costi e ricavi dello smaltimento dei rifiuti differenziati, affidati alla Ciclat, l'ente che gestisce il servizio di raccolta porta a porta in città, per vederci chiaro sul tipo di beneficio economico che ne trae il cittadino, e «se vi è la possibilità di ridurre la tassa sui rifiuti, che non ha mai subito un rilevante calo», precisa Canu. Nell’interrogazione si sottolinea che tutte le tipologie di rifiuto hanno un mercato che remunera la loro commercializzazione, «i ricavi che si ottengono dal riciclo sono preziosi, dall’umido si ricava un ottimo concime naturale, tutte trasformazioni che rendono parecchio denaro», dichiara il consigliere del Centro democratico.

Inoltre i riconoscimenti ai Comuni Ricicloni ha fatto scattare delle vere e proprie competizioni tra comuni virtuosi per aggiudicarsi la premialità, «pertanto chiedo in quale posizione si classifica il nostro comune di Porto Torres», si domanda Canu. Anche per tale motivo, si evidenzia nell’interrogazione, sarebbe necessario conoscere il resoconto complessivo della raccolta e smaltimento rifiuti, ma soprattutto renderlo pubblico ai cittadini.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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