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M. P. 20 agosto 2014
Pulizia porto turritano: Cosir licenzia
La Cosir, l’azienda che gestiva il servizio di pulizia del porto ha cessato di operare il 16 agosto e non avendo ricevuto alcuna proroga dall’Autorità portuale ha provveduto ad inviare le lettere di licenziamento ai dipendenti


PORTO TORRES - La Cosir, l’azienda che gestiva il servizio di pulizia del porto ha cessato di operare il 16 agosto e non avendo ricevuto alcuna proroga dall’Autorità portuale ha provveduto ad inviare le lettere di licenziamento ai dipendenti, oltre ad aver fornito al committente l’elenco degli stessi per il passaggio diretto all’impresa subentrante. La Cosir aveva perso la gara d’appalto elettronica bandita dall’Autority e ora i dipendenti rischiano seriamente di restare senza occupazione. «L’Autorità portuale, l’ente che gestisce il porto mette a rischio i posti di lavoro a seguito del bando di gara per l’affidamento del servizio di pulizia, spazzamento e raccolta rifiuti nell’ambito del porto di Porto Torres».

La denuncia arriva dal segretario generale della Fit-Cisl, Giuliano Deliperi che sottolinea come il sistema di gara elettronica, che presenterebbe enormi difficoltà nel reperimento della documentazione, abbia causato non pochi problemi sul passaggio del personale. Infatti secondo Deliperi l’Autorità portuale ha costretto la Cosir a licenziare i suoi dipendenti a causa della scadenza dei termini per l’appalto,senza che si sia provveduti ad espletarne uno nuovo. «In realtà la gara non è stata ancora esperita, dunque non c’è nessuna azienda subentrante. L’Autority anziché concedere una doverosa proroga fino all’espletamento della gara, costringe l’azienda a licenziare i lavoratori, dimostrando irresponsabilità e mancanza di trasparenza», dichiara Deliperi.

Il segretario della Fit-Cisl chiede all’Autority spiegazioni sull’errato calcolo dei tempi tecnici per l’espletamento della gara che comporta il licenziamento dei lavoratori della Cosir. Nel frattempo crescono i disagi per i turisti che sbarcano nel molo Asi e che transitano nell’area industriale, e per i cittadini che passeggiano nel porto civico. Cumuli di spazzatura abbandonata che rendono il porto poco edificante e praticabile, tanto da suscitare l’indignazione di visitatori e passanti.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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