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M. P. 9 luglio 2014
Porto Torres tra i comuni a difesa del mare
I Comuni di Porto Torres, Sassari, Bosa, Alghero, Magomadas, Tresnuraghes, Narbolia hanno espresso parere negativo sull’istanza di permesso di esplorazione a mare della società ricerche petrolifere Schlumberger


PORTO TORRES - I Comuni di Porto Torres, Sassari, Bosa, Alghero, Magomadas, Tresnuraghes,Narbolia hanno espresso parere negativo sull’istanza di permesso di esplorazione a mare “d.1 E.P.-SC”, da parte della società di ricerche petrolifere Schlumberger Italiana s.p.a.in una vastissima area del Mar di Sardegna (al largo della costa nord-occidentale della Sardegna) ampia kmq. 20.922. L’area marina interessata dal progetto, riguarda il Santuario Pelagos, Santuario per i mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo (Aspim). L’area oggetto della richiesta relativa ad un progetto d’indagine con l’utilizzo della metodologia dell’airgun (ripetuti e sistematici spari di aria compressa ad alto impatto uditivo), pur essendo al di fuori delle acque territoriali, rientra nella zona di protezione ecologica.

Il 6 luglio 2014 è scaduto il termine per l’intervento nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), presentata dalla società Schlumberger, e i comuni presenti all’incontro che si è tenuto a Bosa il 4 luglio si sono detti assolutamente contrari all’utilizzo di una tecnica che costituisce un notevole rischio per Cetacei, Tartarughe e la fauna marina in genere, inoltrando un ulteriore atto di intervento nel procedimento con proprie “osservazioni”, in gran parte riprese da quelle ecologiste. Il rappresentante per Porto Torres, l’assessore all’ambiente Gavino Gaspa intervenuto durante la commissione ambiente ha ribadito «i comuni presenti hanno elaborato un unico documento diretto ad esprimere un parere negativo alla procedura di Via, chiedendo che si decida per l’incompatibilità ambientale». La Regione autonoma della Sardegna ha annunciato un suo intervento, ancora da formalizzare.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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