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M. P. 22 giugno 2014
Porto Torres, terreni incolti e parchi trascurati
Il consigliere Angelo Canu, in una interrogazione comunale denuncia l´incuria dei parchi e l’abbandono di terreni incolti invasi da sterpaglie e arbusti che favoriscono il proliferare di insetti e topi


PORTO TORRES - «Sono diversi i terreni di proprietà privata, molti dei quali in pieno centro cittadino che ogni anno si trasformano in vere e proprie “foreste”, ricettacolo di insetti con conseguenti disagi per la popolazione», così il consigliere Angelo Canu, in una interrogazione comunale denuncia l’abbandono di terreni incolti invasi da sterpaglie e arbusti che favoriscono il proliferare di insetti e topi.

La delibera della Giunta Regionale n°16/20 del 9 aprile 2013 impone ai proprietari e/o conduttori di aree private incolte di procedere a propria cura e spese, entro e non oltre il 15 giugno, alla ripulitura di tali terreni da stoppie, frasche, cespugli, arbusti e residui di coltivazione; al taglio di siepi vive, erbe e rami che si protendono sul ciglio stradale; allo sgombero da detriti, immondizie, materiali putrescibili e quant'altro possa essere veicolo di incendio. Pertanto Il consigliere Canu chiede che gli uffici comunali preposti si attivino affinché i proprietari dei suddetti terreni che risultano inadempienti procedano subito alla pulizia dei siti, «per evitare che gli angoli più belli della nostra Città, vengano violentati impunemente», scrive nell’ interrogazione Canu.

Nel quesito si domanda del perché della poca attenzione nei confronti dei parchi, spesso trascurati, e cita come esempio il parco dedicato alla memoria del giovane poeta Fabrizio Pittalis, scomparso prematuramente, la cui intitolazione era avvenuta con una solenne cerimonia, in cui una targa, contenente alcuni suoi versi, era stata posta su un blocco di pietra. Quel parco, come altre aree verdi, si trova in precario stato di manutenzione. «Le zone destinate al verde pubblico – si legge nell’interrogazione di Canu – devonono essere in ugual modo considerate e nessuna deve essere privilegiata».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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