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S.A. 10 maggio 2014
Wwf interroga i sindaci su Pul e marea gialla
Due diverse richieste di accesso agli atti al commissario e alcune questioni da porre ai candidati sindaci: Wwf Alghero entra nel dibattito elettorale


ALGHERO - Il Wwf ha presentato due distinte richieste di accesso agli atti amministrativi per ottenere la documentazione relativa ai lavori in corso sulla spiaggia in via Lido per la realizzazione di una piattaforma in legno con tettoia, in un punto nel quale da anni insiste una concessione demaniale con relativo stabilimento balneare è la prima delle due istanze che l'associazione ambientalista ha posto all'attenzione dell'amministrazione comunale.

La seconda, invece, riguarda il piano di pulizia delle spiagge, in particolare «la documentazione relativa e capire le strategie di intervento dell’asportazione delle foglie di Posidonia oceanica spiaggiate lungo i litorali sabbiosi cittadini. In entrambi i casi si tratta di capire, attraverso i documenti, la natura degli interventi, gli aspetti autorizzativi e di sostenibilità».

Anche se il «vero problema» secondo il presidente Carmelo Spada è «è rappresentato dal fatto che Alghero non ha il piano di utilizzo del litorale che consentirebbe una visione complessiva degli ecosistemi sabbiosi per prevederne una gestione sostenibile dal punto di vista della tutela, della fruizione pubblica e della valorizzazione economica».
Il Wwf per questo motivo pone due specifiche domande ai 6 candidati sindaco: «entro quanti mesi dall’insediamento, qualora venisse eletto alla carica, adotterebbe il Pul; ed inoltre che strategie intenderebbe adottare per risolvere il problema della marea gialla che, in determinate condizione climatiche, si presenta nella rada di Alghero?»
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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