L'organizzazione va avanti a gran ritmo per rispettare tutti gli appuntamenti della manifestazione che si svolgerà in città a fine giugno. Ma il Comune e le attività algheresi non sempre rispondono con celerità e partecipazione
ALGHERO - «Voglio andare ad Alghero, diceva una famosa canzone tanto cara alla città catalana ma questa volta speriamo che le mamme lo sappiano e decidano di venire con i loro figli» è il riferimento ironico del Mos (Movimento Omosessuale Sardo) alla famosa canzona di Giuni Russo e al Sardegna Pride che si svolgerà in città a fine giugno. L'organizzazione fa il punto della situazione a 45 giorni dalla manifestazione «che si presenta come una delle piu intense e coinvolgenti che Alghero abbia mai visto. E non solo Alghero» evidenziano non senza emozione. D'altronde la storia del Pride ripercorre la marcia dell'orgoglio gay che mantiene in vita la memoria dei moti di Stonewall del 1969, la prima rivolta di gay lesbiche e trans contro i continui soprusi della polizia e le leggi antigay americane.
Impegno politico, approfondimento culturale e festa per un evento che richiede una macchina organizzativa degna dei numeri che lo accompagnano: 9 giorni di iniziative, 10 associazioni, 20 dj e decine di artisti fra Drag Queen, gruppi musicali e ospiti diversi che introdurranno film, poesie, workshop, spettacoli, feste e convegni. «Combattere l’omofobia, la transofobia e il sessismo attraverso l'educazione ad una cultura del rispetto e della diversità - questo è il diktat del Mos - confronto e contaminazione reciproca le parole d'ordine di un evento incentrato sulla pacifica convivenza di tutte le diversità».
Tanto entusiasmo e passione ma anche problemi di natura burocratica. «C’è molto da fare - dice Massimo Mele, leader del movimento e deus ex machina di questa edizione del Pride - il nostro team di volontari è impegnato ogni giorno perchè sia un evento da ricordare». Arrivano intanto i primi patrocini, richiesti ai comuni ed agli enti che in passato si sono distinti su questi temi con l'approvazione dei registri per le Unioni Civili o mozioni contro l'omofobia. Ad oggi sostengono il Pride la Provincia di Sassari e i comuni di Alghero, Cagliari, Sassari, Tissi, Bottidda e Banari. Sebbene si lavori anche per regalare alla Riviera del corallo un nuovo modo di fare turismo con il segmento Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisex, Transessuali), la città e il territorio non sempre rispondono in maniera adeguata, è la prima critica del "Pride Team". «Qui, ancora, non c’è la consapevolezza dell’evento - si lamenta Mele - le istituzioni tardano a darci le risposte, contributi non ce ne sono e la città ha un atteggiamento ancora timido». Infatti le uniche strutture ricettive che hanno confermato con la sottoscrizione di uno sponsor sono tutte della zona di Olbia e Cagliari. Dall'organizzazione, tuttavia, salvano l'operato della Fondazione Meta - «dal primo momento sostenitrice e impegnata nella logistica» - e si dicono fiduciosi per il futuro: «con il passare dei giorni gli algheresi riusciranno a fare loro un evento importantissimo sul piano socio-culturale ma anche per l’economia della città».
Nel frattempo i pacchetti viaggio per la città catalana rimbalzano sui social network ed i ragazzi vogliono essere informati su tutto: mostre, feste, spiagge, ristoranti. Il programma è in via di definizione ma già trapelano alcune date. Il 17 Maggio fiaccolata a Cagliari contro l’omo-transfobia mentre a Sassari gli appuntamenti importanti saranno il 27 Maggio al Teatro Civico su omofobia internazionale, con particolare riferimento alle leggi antigay russe; e il 5 Giugno con il dibattito sull'educazione alla diversità nelle scuole, la cosiddetta “teoria del gender”. Ad Alghero la settimana si aprirà il 21 Giugno con la serata inaugurale del Sardegna Pride nella centralissima piazza dei Mercati, allestita per l'occasione dallo stilista Antonio Marras, con una presentazione delle associazioni promotrici seguita dagli spettacoli delle Drag Queen impegnate nel concorso di Drag Factor. Confermati anche lo spettacolo teatrale “Vestito piaccio, nudo convinco” e la proiezione del film di Gianni Amelio “Felice chi è diverso”. Ancora in forse la presenza del regista ma gli organizzatori ci sperano: «E' stato uno dei più importanti coming out degli ultimi anni, un grande esempio per tutti». Confermata anche la grande parata del 28 Giugno lungo il Lido e la passeggiata Barcellona per concludersi al porto dove sarà allestito il palco per il concerto di chiusura. E ancora presentazioni di libri, workshop, dibattiti, aperitivi e feste.
[foto Movimento omosessuale sardo]
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