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M. P. 15 aprile 2014
Bonifiche: la minoranza chiede risposte su Minciaredda
Interrogazione dei consiglieri comunali dell’opposizione per chiedere quali iniziative ha attuato l’amministrazione comunale in merito alla necessità di rimuovere tutti i rifiuti speciali pericolosi presenti a Minciaredda


PORTO TORRES - I consiglieri comunali dell’opposizione hanno presentato un'interrogazione, di cui primo firmatario Luciano Mura (Pd), per conoscere quali iniziative sono state poste in essere dall’amministrazione comunale per attuare quanto prevedeva la mozione, presentata nel 2013, in cui si chiedeva, interpretando la volontà dei cittadini, che tutti i rifiuti speciali pericolosi e non che si trovano a Minciaredda venissero rimossi, trattati e smaltiti secondo le normative vigenti a prescindere dal loro costo. La mozione era stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Porto Torres e dal Consiglio sulla bonifica dell’area di Minciaredda.

Nell’interrogazione si legge che, secondo il cronoprogramma Syndial la presentazione del progetto di bonifica di Minciaredda doveva essere esposta entro il gennaio 2012. Nell’agosto dello stesso anno, Syndial aveva indetto una manifestazione di interesse invitando oltre 25 società alla presentazione di un "Progetto integrato di bonifica dei suoli e dei sottosuoli" compresa l'area di Minciaredda e che dopo una prima fase di selezione una commissione di “saggi “stava valutando tre progetti ancora rimasti in gara, si sottolinea nell’interrogazione.

Il progetto richiesto alle società private prevedeva la realizzazione di diversi moduli tra cui almeno 4 piattaforme mobili e una grande piattaforma permanente nell'area di Minciaredda (che dovrebbe essere utilizzata per il recapito finale di tutti i rifiuti, suoli, sottosuoli e materiali da discarica) e una discarica di servizio per rifiuti speciali pericolosi e non. Pertanto il gruppo dei consiglieri di minoranza (Luciano Mura, Angelo Canu, Toni Chessa, Pier Paolo Congiattu, Davide Francesconi, Antonello Giovanetti, Massimiliano Ledda, Pier Gaetano Pinna, Franco Pistidda e Gianluca Tanda) chiedono quali azioni sono state predisposte dall’amministrazione, in merito alla mozione che prevedeva il coinvolgimento di tutte le istituzioni perché si prendesse atto della volontà del territorio in merito alla necessità ed urgenza di una immediata rimozione di tutti i rifiuti presenti nella “collina dei veleni”.

Inoltre nella predetta mozione si rimarcava l’impossibilità di prevedere per l’Area Nord la costruzione di discariche ex novo di tipo D1n, che andrebbero a incidere in maniera estremamente negativa dal punto di vista dell’impatto ambientale in un territorio che risulta già ampiamente degradato e compromesso dalla presenza di numerose discariche per rifiuti speciali non pericolosi, importanti discariche di rifiuti urbani, discariche per rifiuti inerti, cave attive e dismesse nonché un sito di bonifica di interesse nazionale di dimensioni enormi. Infine nell’interrogazione si evidenzia l’importanza della richiesta ai competenti organismi, dell’analisi dello stato della falda dei pozzi per uso civile presenti nella Nurra. Intanto domani è atteso l’intervento in Consiglio Comunale della società Syndial che dovrà relazionare sullo stato dei lavori relativi alle bonifiche industriali.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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