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D.C. 10 aprile 2014
Ad Olbia studio assetto idrogeologico entro 2014
Approvato dal consiglio comunale un ordine del giorno proposto dalla minoranza sulla modifica delle misure di salvaguardia delle aree alluvionate


OLBIA - Il consiglio comunale di Olbia, riunitosi il 7 e 8 Aprile scorso, ha approvato due importanti delibere: una volta a ridurre le aliquote Imu [LEGGI] e l’altra diretta a modificare le misure di salvaguardia delle aree alluvionate, colpite «da incerti vincoli edificatori, che conducono solo verso un ingiusto deprezzamento di terreni ed immobili». In quest’ultimo caso, in particolar modo, l’Aula si è impegnata a verificare che la carta delle aree bagnate elaborata in seguito alla alluvione del 18 Novembre 2013 corrisponda a quanto realmente accaduto ed eventualmente a modificare gli errori, ma anche ad attuare le procedure necessarie, affinché venga portato a termine entro la data del 31 Dicembre 2014 lo studio di dettaglio di assetto idrogeologico per l’intero territorio comunale.

Una decisione accolta «con soddisfazione» dalla minoranza che più volte aveva cercato di riunire il Consiglio e di discutere sulle “Misure di Salvaguardia da adottare nelle aree alluvionate-determinazioni”, attaccando a più riprese la maggioranza per la «negligenza della stessa che dopo le nostre sollecitazioni ha convocato un Consiglio comunale con 24 punti iscritti all’ordine del giorno e, non avendo certezze sulla tenuta della maggioranza, è ricorsa all’ escamotage della prima e seconda convocazione».

«Dimostrazione questa - continuano i consiglieri firmatari del documento Giovanni Cassitta, Michele Fiori, Angelo Cocciu, Francesco Sanciu, Marzio Altana, Marco Piro, Pietro Carzedda, Tiziano Pinna, Valerio Spano, Giovanni Cavalloni e Settimo Nizzi - della gestione schizofrenica del Consiglio Comunale, dal momento che numerosi punti di importanza notevole, come la variante al Piano di Fabbricazione, per i malumori politici delle diverse anime che compongono la maggioranza, non sono stati sottoposti al vaglio del consiglio, nonostante inseriti nell’ordine del giorno».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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