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A.B. 27 marzo 2014
Ombre rosse: le visioni degli Anni Settanta
Da martedì 1 aprile, la Società Umanitaria proporrà una rassegna di cinque proiezioni e quattro narrazioni per provare a raccontare la complessità degli Anni Settanta con lo sguardo del cinema di oggi


ALGHERO - Gli Anni Settanta, i cosiddetti Anni di Piombo, sono stati gli anni del “terrorismo di sinistra”, dell’”eversione di destra” dello “Stragismo di Stato”. Ma sono anche gli anni delle radio libere, dei cantautori, del cinema civile, della controcultura. Alla cupa cappa della paura si accompagna una straordinaria stagione di creatività. Da martedì 1 aprile, nella Sala Manno, in Via Marconi 10, la “Società Umanitaria” proporrà (sempre con inizio alle ore 19.30), una rassegna di cinque proiezioni e quattro narrazioni per provare a raccontare la complessità degli Anni Settanta con lo sguardo del cinema di oggi. La rassegna si intitola “Ombre Rosse, gli anni Settanta tra cinema, fumetto, canzoni e mass media”. La rassegna sarà aperta da “Sbatti il mostro in prima pagina”, il “giallo politico” di Marco Bellocchio, che più di altri film aiuta ad entrare nelle nebbie della commistione tra politica, stampa e forze dell’ordine ed a raccontare l’atmosfera plumbea che si respirava in Italia all’indomani della strage di Piazza Fontana. Vedere, o rivedere, il film è anche l’occasione per apprezzare una delle leggendarie interpretazioni di Gian Maria Volonté, nei panni del direttore senza scrupoli di un quotidiano reazionario.

La figura di Andrea Pazienza, il fumettista che più di tutti ha saputo rappresentare i sogni, la follia, la genialità e le miserie della generazione del Settantasette bolognese, è al centro degli appuntamenti dell’8 e 9 aprile. Il martedì è prevista la proiezione di “Paz!”, il film che Renato De Maria ha tratto dalle storie di Pazienza. Il giorno dopo, sarà la critica d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Sassari Sonia Borsato a raccontare la parabola creativa dell’artista marchigiano in una lezione aperta dal titolo “Visioni di evasione”. Anche il blocco successivo è incentrato sul Settantasette bolognese, ma da un altro punto di vista: a unire il film scelto e la lezione aperta è la vicenda di “Radio Alice”, la più anarchica e creativa delle radio libere. Martedì 15, sarà proiettato “Lavorare con lentezza”, di Guido Chiesa. Il film, scritto dal regista insieme al collettivo di scrittori “Wu Ming”, rievoca quegli anni con ironia e nostalgia. Mercoledì 16, Emiliano Di Nolfo racconterà proprio l’irripetibile stagione della liberalizzazione dell’etere, con particolare riferimento a Radio Alice e “Radio Popolare”, le più militanti tra le radio libere. L’intervento si intitola “Microfoni aperti: le radio libere tra contestazione e controinformazione”.

Una tragicomica vicenda realmente accaduta a Pisa nel 1970 è lo spunto per “I primi della lista”, la commedia di Roan Johnson in programma martedì 29 aprile. Con uno sguardo insieme nostalgico e divertito, il film racconta di quando il cantautore vicino alla sinistra extraparlamentare Pino Masi e due suoi amici si convincono dell’imminenza di un colpo di Stato e decidono di espatriare. La figura di Pino Masi e di altri cantautori del periodo sarà al centro della lezione aperta di mercoledì 30, dal titolo “Ci ragiono e canto: linguaggi e scritture dell’ala creativa”, con Nadia Rondello della Società Umanitaria e con il cantautore algherese Davide Casu. Nell’ultimo film in programma, l’obiettivo si sposta sul fenomeno del terrorismo. “La prima linea”, di Renato De Maria, previsto martedì 6 maggio, racconta il crepuscolo dell’organizzazione armata di Sergio Segio. Le Ombre Rosse si conclude mercoledì 7 maggio, con l’intervento della direttrice dell’Umanitaria Alessandra Sento, che chiuderà il cerchio tracciando un percorso sul cinema italiano degli Anni Settanta, diviso tra impegno, trasgressione e ricerca di libertà, intitolato “Dalla rivoluzione alla revisione”.

Nella foto: Andrea Pazienza
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