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S.A. 4 marzo 2014
Punteruolo abbatte le palme storiche | Foto
Il parassita che attacca le palme non ha risparmiato le due, storiche, che sorgono nel giardino della scuola Sacro Cuore. Wwf chiede al commissario un protocollo di intervento tra comune e privati


ALGHERO - Un intervento più deciso nella lotta al punteruolo rosso è la richiesta del Wwf Alghero al commissario straordinario Antonello Scano. Il parassita che attacca le palme non ha risparmiato le due, storiche, che sorgono nel giardino della scuola Sacro Cuore. Le foto d'epoca rivelano la loro presenza già agli inizi del '900, poco dopo la costruzione dell'edificio. Il commissario, nei mesi scorsi, aveva incrementato le forze in campo [LEGGI], ma il problema è lontano dall'essere risolto e il Wwf ha richiesto al Comune «un protocollo di intervento tra l’amministrazione pubblica e coloro che nelle proprietà private hanno palme, in tal modo si potrà avere un monitoraggio della situazione complessiva affinché un’eventuale inerzia dei privati non infici l’azione di contenimento di diffusione del parassita effettuata sul patrimonio pubblico».

«Le palme (phoenix canariensis e washingtonia) che costituiscono il patrimonio pubblico sono complessivamente circa 2300 e circa 1500 quello privato a rischio nella città di Alghero – ha dichiarato Carmelo Spada del presidente Wwf Alghero -; in molti casi sono esemplari tra i 20/50 anni, in altri costituiscono il paesaggio storico, come in via Garibaldi davanti al porto di Alghero, la cui età si stima tra i 50/80 anni». Il punteruolo rosso ha fatto la sua comparsa ad Alghero circa 4 anni fa ed oggi mostra tutta la sua virulenza in assenza di antagonisti naturali; solo i trattamenti fitosanitari effettuati dal settore comunale del verde pubblico hanno limitato i danni. I casi di disseccamento determinati dalle larve del coleottero parassita sono diversi: in via Garibaldi, nel cortile del Dipartimento di Architettura, via Arborea, parco Manno, chiesa di San Giovanni, via Lido e dintorni, quartiere della Pietraia, Fertilia, ecc. La lotta al coleottero parassita delle palme è affrontata, in epoca di scarsità di risorse finanziarie e personale in pianta stabile, con tecnici assunti con progetti a tempo determinato. Alla scadenza nuovi progetti devono essere elaborati per essere finanziati dalla regione sarda.

Il poco e nuovo personale assunto, di volta in volta, deve essere formato, ma la lotta per essere efficace deve essere combattuta senza soluzione di continuità. «La situazione di contrasto della diffusione, - ha continuato l’esponente del Wwf - qualora non la si perseguisse con determinazione, cioè con strategie efficaci, mezzi e uomini sufficienti e il punteruolo rosso avesse il sopravvento, nel bilancio complessivo dovranno essere computati anche i costi relativi per i lavori pubblici di smantellamento delle palme secche, di smaltimento in discariche specializzate, di rifacimento dei marciapiede e delle aiuole». «Le palme potranno anche non piacere perché non fanno ombra, non sono autoctone, etc, ma è un patrimonio verde e paesaggistico che va comunque difeso – ha concluso Spada - in attesa di un progetto organico partendo dal rinnovamento dell’alberata ad ulmus pumila di via XX Settembre per la città del futuro e la qualità della vita che dovremo lasciare, anche grazie al verde pubblico, alle generazioni future».

Nella foto: le due palme del Sacro Cuore colpite dal parassita
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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