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A.M. 21 febbraio 2014
Ordigno bellico sul litorale di Cabras
Era stato un cittadino a segnalare la presenza dell'ordigno in località Su Crastu Biancu. La Capitaneria di Oristano ha interdetto la navigazione


ORISTANO - La Capitaneria di Porto di Oristano ha ricevuto segnalazione da un cittadino lo scorso 19 febbraio della presenza di un presunto ordigno bellico in località Su Crastu Biancu. La località si trova nel Comune di Cabras e il presunto ordigno è a circa 7 metri da riva e a una profondità di circa 3 metri. La Capitaneria ha ritenuto necessario interdire la zona alle attività che potrebbero risultare pericolose.

Con decorrenza immediata e fino all'inizio delle operazioni di brillamento, nello specchio acqueo antistante la zona in località Su Crastu Biancu del Comune di Cabras, per un raggio di mille metri dalla linea di costa antistante, è interdetta la navigazione da parte di qualunque unità. Navigazione interdetta, si precisa nell'ordinanza, alla pesca in qualunque forma esercitata, ad attività nautiche di qualunque natura, alle attività balneari e subacquee.

Il divieto, informa la Capitaneria, non si applica al personale ed ai mezzi Militari, del Corpo delle Capitanerie e delle Forze di polizia, tanto in mare che lungo la costa, impegnate nelle operazioni di bonifica e sgombero, nonché alle unità di soccorso che debbano accedere al sito oggetto dell'interdizione, in ragione dei rispettivi compiti d’istituto, nell'eventualità che si verifichino situazioni d’emergenza. I contravventori saranno puniti ai sensi degli art.. 1164 e 1231 del codice della navigazione.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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