Il segretario Territoriale della Uiltec Franco Peana denuncia la politica regionale, indifferente e incapace di diffendere i posti di lavoro degli operai di Fiume Santo
PORTO TORRES - In queste ore nella termocentrale di Fiume Santo si sta assistendo alla rimozione del contenuto degli impianti legati ai gruppi di produzione 1 e 2. Gli operai stanno vivendo momenti di difficoltà e di preoccupazione. Il dovere primario del sindacato è la conservazione dei posti di lavoro con tutti i suoi diritti, e questo per non cadere in equivoci che potrebbero manifestarsi quando si assumono posizioni forti. «La Uiltec sempre con grande chiarezza e forza ha sostenuto la necessità della chiusura degli obsoleti gruppi 1 e 2 – sostiene Franco Peana Uiltec - per essere sostituiti con uno nuovo dalle emissioni inquinanti molto ridotte, garantendo cosi continuità del servizio energetico ai Sardi , con nuova tecnologia per gli anni avvenire.
In questa battaglia condotta sempre in prima linea la Uiltec ha osservato, acquisito e tollerato molte azioni e di molte parti diverse, spesso opportuniste, con la consapevolezza prima sempre dinanzi agli occhi : la difesa dei posti di lavoro e la tutela della salute dei cittadini». Il segreterario territoriale della Uiltec si scaglia contro quella politica che non è riuscita a far iniziare la costruzione del nuovo gruppo sostitutivo, quella politica che ha permesso che i lavoratori divenissero ostaggio dell’azienda tedesca E.On, producendo una catastrofe occupazionale. La rabbia di quei lavoratori è giustificata dal fatto che, anche di fronte alle minacce di licenziamento, non potranno scioperare per legge, non esistendo più produzione di energia elettrica sostitutiva ai gruppi ¾.
« Il sindacato dovrà da solo sbucciarsi la patata bollente – continua Franco Peana - abbandonata brillantemente da quella politica dedita alla conservazione dei propri benefici. Perché è innegabile dire che, il governatore Cappellacci oltre a non venire agli incontri regionali per incontrare i sindacati, non ha fatto nulla per difendere un cantiere per circa 1000 persone della durata di tre anni, dedicato alla costruzione del nuovo gruppo, ennesima opportunità persa per questo territorio e per questa regione». Il territorio del circondario della centrale vedrà un ulteriore contrazioni delle spese e dei consumi con quindi un ulteriore impoverimento complessivo. I cittadini verranno esposti ad un rischio elevato di interruzioni di servizio elettrico causa la mancanza di riserva produttiva.
«Del resto tra le malefatte di E.On – riprende Il segretario Peana -rientra la vendita dei turbogas costruiti da Endesa, e svenduti lo scorso anno, quindi senza alternativa energetica in caso di guasto ai gruppi 3 e 4. Le imprese sarde troveranno un costo elettrico-energetico sempre più alto, tale da impedire ogni qualsiasi pensiero di investimento. Pertanto la Uiltec chiede che il governo nazionale e quello regionale facciano avviare al più presto il cantiere di costruzione del nuovo gruppo 5 contestualmente alla chiusura e demolizione dei vecchi gruppi 1 e 2, perché questo territorio - conclude Franco Peana - non deve perdere neanche un posto di lavoro conservando allo stesso tempo la massima tutela dello stato ambientale».
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