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M. P. 16 dicembre 2013
Commissioni congiunte sul carbone in banchina
Stamane s’è svolta la riunione congiunta delle commissioni ambiente e portualità per discutere riguardo all’utilizzo del porto per lo scarico del carbone destinato alla centrale di Fiume Santo


PORTO TORRES – Dopo la polemica nata nei giorni scorsi, in seguito alla comparsa di vistosi cumuli di carbone sulle banchine del molo Asi di Porto Torres, è stata indetta la riunione congiunta delle commissioni ambiente e portualità. A tale riunione hanno partecipato il direttore dello stabilmento, Marco Bartolino e Giancarlo Acciaro che hanno relazionato sulle operazioni di scarico e trasporto del carbone. In primo luogo l’Ing. Bertolino ha tenuto a precisare che tutti gli enti (Vv.Ff., Arpas, Spresal) sono stati informati per tempo e si sono seguite tutte le prescrizioni di sicurezza del caso sia a tutela dell’ambiente che dei lavoratori.

Successivamente è stato chiarito che si tratta di una soluzione di emergenza dovuta ai danni che le gru della centrale hanno subito a seguito delle condizioni metereologiche particolarmente violente del mese di novembre. Si stima che le gru torneranno in funzione entro il mese di gennaio e che per tanto il molo ASI verrà utilizzato ancora per poco.

Interviene Giancarlo Acciaro, che ha coordinato le imprese che prontamente hanno risposto alla situazione di emergenza garantendo ad E.On l’approvvigionamento del carbone per la centrale, per relazionare dal punto di vista della logistica, come è stata affrontata la situazione, precisando che tutti i lavori sono stati eseguiti da ditte con mezzi perfettamente adeguati al trasporto di quel materiale. La riunione è terminata con la proposta del consigliere Cossu, che rappresenta la città di Porto Torres assieme al sindaco nella commissione ambiente E.On, di eseguire un monitoraggio sulle polveri sottili causate, evidentemente, dai cumuli di carbone.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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