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Red 13 dicembre 2013
Chessa (Sel): no al trasporto del carbone su gomma
Il consigliere Toni Chessa di Sel in un comunicato contro E.on, chiede che si ripristino immediatamente le gru delle centrali di Fiume Santo


PORTO TORRES - Secondo Toni Chessa, consigliere comunale di Sel, va immediatamente rivista la decisione di E.on di trasportare il carbone su gomma nel tragitto che porta dal molo Asi alle centrali di Fiume Santo.« E' inaccettabile – denuncia il consigliere Chessa - che non siano state date informazioni al consiglio comunale anche attraverso le commissioni consiliari competenti di una decisione tanto importante quanto delicata da un punto di vista ambientale come questa».

Ma la dura presa di posizione non si ferma alla dirigenza Eon, si passa alle responsabilità politiche:« dove è finita l’utilissima commissione tecnica Eon? Visto che la stessa è presieduta da un consigliere comunale di Porto Torres ci saremmo aspettati almeno di essere informati prima sulla situazione conseguente alla rottura delle Gru e delle relative tempistiche previste per la loro riparazione, poi della decisione presa di trasportare su gomma il combustibile, ma niente di tutto ciò è avvenuto».

Il giudizio finale sulla multinazionale tedesca è durissimo, l’esponente di Sel ritiene che Eon «si è resa protagonista di una vertenza che può solo definirsi disastrosa e irrispettosa del Territorio a causa del fatto che, pur non rispettando una virgola degli accordi presi, continua ad usufruire di ulteriori proroghe al funzionamento dei Gruppi 1-2 altamente inquinanti, non esegue manutenzioni, non fa altro che annunciare riduzione di organici, di investimenti e risorse». Il consigliere Chessa ha richiesto quindi, la convocazione urgente della commissione ambiente al fine di fare chiarezza sull’intera vicenda.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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