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M. P. 1 dicembre 2013
Marcon a Porto Torres:« L´acqua non è merce»
Il deputato sel Giulio Marcon all´assemblea «Acqua=vita» tenutasi a Porto Torres ha ribadito che l´acqua è un diritto universale


PORTO TORRES - All’assemblea civica «Acqua=vita» organizzato dal gruppo Sinistra Ecologia Libertà di Porto Torres, si è voluto sottolineare che il problema dell’acqua torbida e maleodorante, che affligge da troppo tempo la città, è dovuto al depuratore di Truncu Reale che va potenziato perché incapace di servire un territorio così vasto.

Nel suo intervento il consigliere comunale di Sel Toni Chessa ha puntato il dito contro l’ente gestore del servizio idrico Abbanoa, che ha dimostrato di non assumersi le proprie responsabilità sui disservizi che la popolazione di Porto Torres continua a subire. La città potrebbe usufruire dell’acqua pulita proveniente dai cinque pozzi presenti nella zona Li Pidriazzi, che forniscono il 40 per cento del fabbisogno, ma il problema sorge quando questa si unisce all’altro 60 per cento proveniente da Truncu Reale, che risulta meno controllata.

Il convegno aperto dal coordinatore cittadino Paola Conticelli, da Simone Meloni e Gaetano Cau, ha visto l’intervento del deputato di Sel Giulio Marcon che ha voluto portare l’attenzione sul risultato del referendum dello scorso anno e sull’importanza della costituzione di un gruppo parlamentare formato dai deputati di Sel, Movimento cinque stelle e PD, per presentare un proposta di legge, occasione per sollecitare tutti i decisori a definire quanto prima i futuri assetti normativi, fornendo così una nuova stabilità a questo settore, per garantire la qualità di un servizio, un diritto universale, così essenziale come l’acqua.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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