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Mariangela Pala 29 novembre 2013
Provincia interviene sull´impianto di depurazione dell´Asinara
La Provincia di Sassari approva la proposta del Comune di Porto Torres di progettazione per la ristrutturazione dell’impianto di depurazione di Cala d’Oliva


PORTO TORRES - La Provincia di Sassari approva la proposta del Comune di Porto Torres, relativa alla progettazione per la ristrutturazione dell’impianto di depurazione di Cala d’Oliva nell’isola dell’Asinara. L’amministrazione comunale sta predisponendo la procedura per affidare direttamente ad un gruppo di professionisti l’incarico di provvedere alla redazione di uno studio di fattibilità.

« Il bando della Provincia – dichiara l’assessore all’Ambiente della Provincia di Sassari Paolo De Negri – era stato predisposto per andare in soccorso ad alcuni Comuni i cui depuratori erano usciti fuori dal circuito di Abbanoa o non erano mai entrati e pertanto gli impianti di depurazione sono stati abbandonati, la Provincia di Sassari è dunque intervenuta mettendo a disposizione dei comuni 200mila euro per consentire la ristrutturazione degli impianti ».

Il bando era diretto a selezionare le proposte di co-finanziamento di interventi di ristrutturazione ed adeguamento degli impianti di acque reflue urbane gestiti dai comuni, nell’ambito del quale si approvava l’istanza a partecipare del Comune di Porto Torres. Il depuratore costruito poco prima della chiusura del carcere dell’Asinara, era stato affidato alla gestione del Parco che aveva provveduto nel 2001 alla sua ristrutturazione, successivamente il mancato accordo tra il Parco e la Regione Sardegna sulla direzione dell’impianto, ha determinato il passaggio della gestione ad Abbanoa, che effettivamente non ha mai preso incarico della conduzione dell’impianto.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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