Marco Tedde sottolinea la regolarità delle decisioni assunte nel 2011 e dice: «amaro in bocca e la tristezza per la dissoluzione di quel motore della promozione del territorio che è stata Meta»
ALGHERO - «È perlomeno avvilente assistere al crepuscolo di un ex sindaco che si ostina a dare notizie false continuando sul solco della comunicazione barbara che è stata in negativo uno degli assi portanti della Amministrazione appena decaduta. L'ultima balla spaziale la "spara" per difendersi dalle circostanziate accuse di aver compiuto atti quantomeno inopportuni su Meta, quali nomine e finanziamenti di convegni, una volta sciolto il Consiglio Comunale».
Non si placa la polemica a distanza tra sindaci [
MARCO TEDDE] [
STEFANO LUBRANO] in riferimento alla gestione della Fondazione Meta da parte del primo cittadino all'indomani delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. «La replica di Lubrano - dice Tedde - tende ad accomunare per analogia il precedente sindaco a questi antipatici colpi di coda, accusandolo di aver rinnovato il CdA Meta pur non essendo in carica».
«Così come certificato dagli atti pubblici e dai verbali di assemblea, invece, il rinnovo del CdA di Meta nel 2011 venne fatto prima delle dimissioni dei Consiglieri, nel pieno delle funzioni e delle prerogative dell’allora sindaco» puntualizza Tedde. Anche l’ultimo tentativo di Lubrano di mistificare la realtà si è, quindi, fragorosamente e tristemente autodemolito. «Rimane l’amaro in bocca e la tristezza per la dissoluzione di quel motore della promozione del territorio che è stata Meta e per un anno e mezzo di amministrazione buttato al vento a causa di un sindaco e di una sinistra incapaci e inaffidabili» conclude.
Nella foto: Marco Tedde
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