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C.S. 18 novembre 2013
Puntuerolo: 3500 palme a rischio
A causa della crisi politico-amministrativa nel quale si trova Alghero potrebbe interrompersi la lotta fitosanitaria al punteruolo rosso delle palme, eventualità che potrebbe avere gravi ripercussioni sul patrimonio verde presente nel territorio


ALGHERO - La crisi politico-amministrativa c’è, quella del parassita delle palme, sempre attivo, no. Per la tutela delle circa 2300 le palme (Phoenix Canariensis e Washingtonia) che costituiscono il patrimonio pubblico e, circa 1500 quello privato, a rischio nella città di Alghero, è necessario suonare il campanello d’allarme.

A causa della crisi politico-amministrativa nel quale si trova Alghero potrebbe interrompersi la lotta fitosanitaria al punteruolo rosso delle palme, eventualità che potrebbe avere gravi ripercussioni sul patrimonio verde presente nel territorio. E non solo nel centro urbano, ma anche nell’agro e nel parco di Porto Conte. La discontinuità nell’esecuzione del protocollo fitosanitario potrebbe ripercuotersi anche, come già documentato in Ogliastra, sul patrimonio autoctono con il passaggio del parassita alle palme nane del parco regionale di Porto Conte.

La competente commissione consigliare ha già deliberato i progetti da presentare alla Regione sarda per ottenere i relativi finanziamenti, ma la conclusione prematura della giunta guidata dal sindaco Lubrano ha determinato il rallentamento dell’iter burocratico di cui, tra gli altri, dovrà occuparsi il commissario che verrà nominato per amministrare Alghero. Il punteruolo rosso non è in crisi e per poter continuare efficacemente la lotta fitosanitaria è necessario garantire la costanza degli interventi attraverso la rapida trasmissione agli Uffici regionali che dovranno approvare e finanziare i nuovi progetti. I tempi sono stretti, non si può perdere tempo. Eventuali ritardi potrebbero inficiare i risultati fin qui ottenuti nel contenimento della diffusione del parassita.

Nella foto: una palma attaccata dal parassita
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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