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S.A. 19 ottobre 2013
Crisi, Sassarese nell´emergenza
Cgil, Cisl, Uil verso lo sciopero
Dura presa di posizione delle segreterie confederali territoriali di Cgil, Cisl e Uil che annunciano la prossima proclamazione di uno sciopero generale del territorio


SASSARI - «Il governo nazionale deve intervenire immediatamente per arginare la crisi del territorio provinciale di Sassari, garantendo gli impegni presi per lo sviluppo e ancora mai attuati». Lo chiedono con una dura presa di posizione le segreterie confederali territoriali di Cgil, Cisl e Uil che annunciano la prossima proclamazione di uno sciopero generale del territorio.
Le organizzazioni sindacali sono compatte, ancora una volta, «per richiamare le responsabilità della politica nazionale e regionale che non guardano al nordovest della Sardegna con la dovuta attenzione». Per questo, i tre segretari confederali Antonio Rudas (Cgil), Gavino Carta (Cisl) e Giuseppe Macioccu (Uil) hanno scritto una durissima lettera al presidente della Regione in cui ribadiscono le emergenze del Sassarese. «Emergenze che - scrivono Cgil, Cisl e Uil - si manifestano in un tessuto sociale già pesantemente provato, dando origine a preoccupanti fenomeni che si concretizzano in violente intimidazioni e attentati contro i rappresentanti della politica e delle istituzioni, generando una pericolosa tensione anche nei luoghi di lavoro».

Prima tra tutti la realizzazione degli investimenti previsti per la centrale termoelettrica di Fiume Santo, che ha accumulato un gravissimo ritardo, ormai non più sostenibile. Cgil, Cisl e Uil territoriali ritengono che «sia incomprensibile, ingiustificato e scandaloso che il ministero dello Sviluppo economico – che nei fatti sta coprendo la politica dilatoria di E.On – non riesca ad imporre il rispetto degli accordi alla multinazionale tedesca, che persiste nella mancata attuazione dell'intesa sottoscritta per l'abbattimento dei gruppi 1 e 2 e la realizzazione del gruppo 5». «Non solo l'azienda non viene richiamata dal governo nazionale alle sue responsabilità, ma addirittura viene concessa, com'è accaduto di recente, l'ennesima proroga per l'esercizio di strutture gravemente inquinanti che marciano in deroga ormai da mesi» aggiungono.

Cgil, Cisl e Uil di Sassari sono pronte a organizzare una mobilitazione a Roma «per pretendere quanto dovuto dal Governo, e dal ministero dello Sviluppo economico in particolare. Pur apprezzando le recenti prese di posizione della Regione, che ha dimostrato sul tema di condividere le posizioni sindacali, le Organizzazioni chiedono che la politica sarda esca definitivamente allo scoperto, reclamando con la forza necessaria quanto spetta al territorio». Stessa esigenza viene inoltre ribadita nei confronti dei parlamentari sardi, che «hanno finora dimostrato scarsa capacità di incidere nei confronti del Governo nazionale». Allo stesso modo, vanno immediatamente autorizzate tutte le pratiche necessarie per l'avvio immediato delle bonifiche nel sito ex petrolchimico di Porto Torres. Cgil, Cisl e Uil confermano con favore il consenso agli investimenti sulla “chimica verde”, ma ricordano che «nel protocollo d'intesa e nell'addendum firmati a Roma nel maggio 2011 erano previsti interventi per la reindustrializzazione del territorio e l'attrazione di nuovi investitori, che, a trenta mesi di distanza, non sono ancora stati attuati». Per questi motivi, Cgil, Cisl e Uil annunciano che nei prossimi giorni saranno convocati i quadri e i delegati per pianificare le iniziative che culmineranno in una nuova, grande mobilitazione del territorio in vista dello sciopero generale.
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