Ultime giornate per il festival diretto da Paolo Fresu. Il programma di giovedì a Berchidda. Sabato 17 e domenica 18 tappe a Sassari, Siligo, Cheremule, Osilo e Sorso
BERCHIDDA - Ultime due giornate di impegni per Time in Jazz: tra domani (giovedì 15) e venerdì (16 agosto), il festival diretto da Paolo Fresu sfoglia a Berchidda le pagine conclusive della sua ventiseiesima edizione, tutta all'insegna del Quinto Elemento. Insieme ai concerti, cala il sipario anche sulle le mostre del P.A.V., la rassegna di documentari e le varie iniziative collaterali che compongono il vasto e variegato cartellone del festival. Intanto, mentre Time in Jazz manda in archivio la sua edizione numero ventisei, si appresta al varo per la settima volta Time in Sassari, il consueto prolungamento delle giornate berchiddesi, che sabato 17 e domenica 18 farà tappa, oltre che a Sassari, anche a Siligo, Cheremule, Osilo, e Sorso.
Ferragosto. Come da tradizione, la mattina di Ferragosto si concentra intorno alla chiesetta di San Michele, nella campagna vicino a Berchidda, per una serie di appuntamenti raccolti sotto l'insegna di Sas Chejas Foranas che culminano con l'immancabile pranzo preparato sul posto, a base di piatti tipici della cucina locale. Il programma prevede alle 11 un incontro con Daniela Ducato, imprenditrice sarda pluripremiata in ambito internazionale, che da anni lavora per la valorizzazione produttiva delle risorse locali nel rispetto dell'ambiente e dei cicli naturali: un'occasione per parlare di "Building Made in Dignity", la certificazione EnergEtica di "Casa Verde CO2.0", per la bioedilizia e l'efficienza energetica. A seguire, il concerto dell'inedito duo formato da Jaques Morelenbaum e Paolo Fesu: una produzione originale targata Time in Jazz che vede esibirsi per la prima volta insieme in concerto il trombettista sardo e il violoncellista brasiliano (già apprezzato in "Alma", l'album di Paolo Fresu e Omar Sosa, uscito nel 2012 per la Tuk Music, dove il violoncello di Morelenbaum impreziosisce quattro dei dodici brani contenuti nel disco). Un breve spostamento nel pomeriggio porta la carovana del festival nella vicina chiesa di Santa Caterina dove alle 18 è in programma una gara di canto a chitarra, una della forme tipiche della musica tradizionale sarda, in cui due cantadores si affrontano in un lungo ciclo di forme che metteranno a dura prova tutte le loro abilità: protagonisti dell'appuntamento, a cura di Fabio Calzia, i cantadores Franco Dessena e Daniele Giallara con Pietro Nieddu alla chitarra. Nel frattempo, in paese, giunge al termine anche la serie di proiezioni della rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu che, attraverso il cinema, esplora il tema del "Quinto elemento" secondo l'accezione del divino, il territorio dell'inspiegabile che fin dalle origini ha attratto l'uomo. Alle 16.30, al Cinema Comunale di Berchidda, si chiude con "Niente è come sembra", terza esperienza di Franco Battiato dietro la macchina da presa. La serata in Piazza del Popolo, come sempre, si divide in due parti. Apre, alle 21.30, Django Bates, che, reduce dal piano solo della mattina precedente, si presenta col progetto Django Bates' Belovèd: il trio con cui frammenta, ricompone e ricontestualizza la musica di Charlie Parker, come nei suoi due album più recenti usciti per la Lost Marble Records, "Belovèd Bird" (del 2010) e "Belovèd: Confirmation" (2012). Ad affiancare il pianista e compositore inglese il contrabbassista svedese Petter Eldh e il batterista danese Peter Bruun, talentuosi musicisti cresciuti in seno al prestigioso Rhythmic Music Conservatory di Copenhagen, dove lo stesso pianista ha insegnato tra il 2005 e il 2011. Fiato alle trombe, nella seconda parte della serata, con la piazza sgomberata da sedie e transenne e ingresso gratuito, per l'immancabile festa finale che stavolta si affida all'irrefrenabile energia dei Sousaphonix, l'ensemble di dodici elementi di Mauro Ottolini, affiancati per l'occasione, in quattro brani, dalla Funky Jazz Orchestra di Berchidda. Reduce dalla vittoria del Top Jazz della rivista Musica Jazz come miglior musicista del 2012, Ottolini è da anni sulle scene con il suo talento e la sua personalità eclettica di musicista e arrangiatore, grazie alla quale è riuscito a collaborare con importanti musicisti di ambiti differenti. Per la festa finale porterà "Bix Factor", il suo ultimo progetto discografico-editoriale, realizzato proprio con la Sousaphonix: un racconto fantastico, scritto dallo stesso Ottolini e Vanessa Tagliabue Yorke, racchiuso in un concept album dedicato alla musica degli anni venti e trenta. Ottolini e i suoi musicisti seguono una personale bussola, che punta verso il jazz di New Orleans, nel recupero della polifonia, nella libertà nell'uso dei materiali sonori e nel metterne a nudo le radici e, attraverso la quale, l'attitudine da polistrumentista dello stesso bandleader si manifesta a 360°, andando oltre le frontiere stilistiche, geografiche e temporali. Sull'onda della festa finale, la musica continua al jazz club allestito al Centro Laber con l'ultima proposta della selezione "Time Out!": al centro dei riflettori l'InDuo Band, una formazione bolognese dalle forti radici blues, che vede Andrea Faidutti e Giuseppe Calcagno alle chitarre acustiche e voci con Fabio "FazZ" Arcifa alle percussioni, dare vita a un coinvolgente spettacolo basato sull'interplay e l'improvvisazione.
Nella foto: Elva Lutza
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