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S.A. 10 agosto 2013
«Lubrano riapra la villa romana»
Il Wwf Alghero chiede al primo cittadino di intraprendere tutte le azioni necessaria affinché il Comune possa ottenere la disponibilità, anche in comodato d’uso pluriennale, del sito archeologico della villa romana di Sant’Imbenia nella baia della Ninfe


ALGHERO - Nuovo appello del Wwf al sindaco di Alghero Stefano Lubrano. La sezione locale dell'associazione ambientalista chiede al primo cittadino di intraprendere tutte le azioni necessaria affinché il Comune possa ottenere la disponibilità, anche in comodato d’uso pluriennale, del sito archeologico della villa romana di Sant’Imbenia nella baia della Ninfe. «Purtroppo il sito archeologico è precluso alla fruizione e alla valorizzazione culturale in quanto è chiuso» ha spiegato Carmelo Spada, presidente del Wwf Alghero. Oltre a non esserci cartelli e indicazioni stradali che ne segnalino la presenza.

Gli archeologi ritengono che la villa sia stata costruita per un facoltoso personaggio e dovesse svolgere anche una funzione produttiva, di raccolta dei prodotti del fertile entroterra, che era probabilmente organizzato in latifondo, in funzione dell’imbarco verso i mercati d'oltremare. Il complesso venne realizzato forse nel I sec. d.C. su un precedente insediamento, fu fiorente fino al II secolo d.C. Il complesso, di cui sono stati messi in luce 49 ambienti, si sviluppa lungo la linea di costa per oltre 130 metri.

«Valorizzare le specificità del nostro patrimonio archeologico – ha affermato Carmelo Spada docente di storia dell’arte oltreché ambientalista - è un modo per costruire un modello integrato di offerta turistica, in grado di trasferire emozioni ed esperienze uniche della Sardegna e di Alghero». «Il mondo degli adulti – ha concluso il presidente – deve sentire il dovere morale nei confronti dei giovani studenti che hanno seguito percorsi di formazione storico-artistici e acquisito specifiche competenze anche attraverso la partecipazione, da volontari, a manifestazioni come Monumenti Aperti».

Nella foto: il cancello della villa
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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