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S.A. 29 luglio 2013
Caccia ai padroni incivili ad Alghero
I primi eco-volontari hanno cominciato ad operare nei parchi urbani (Manno, Maria Pia e Lungomare Barcellona) con l’obbiettivo di segnalare e sanzionare i proprietari di cani che lasciano sul posto le deiezioni canine


ALGHERO - Muove i primi passi l’iniziativa dell’amministrazione comunale algherese mirata a contrastare la brutta abitudine dei possessori dei cani che lasciano sul posto le deiezioni canine. Grazie alla collaborazione con le associazioni di volontariato che si occupano di protezione animale, quattro unità hanno cominciato ad operare nei parchi urbani (Manno, Maria Pia e Lungomare Barcellona) con l’obbiettivo di segnalare gli incivili e sanzionarli.

L’attività è coordinata dal comandante della Polizia Municipale Guido Calzia, in accordo con l’Assessorato all’Ecologia. L’iniziativa è destinata ad estendersi sia nel raggio d’azione che nella composizione numerica dei volontari che quotidianamente vigileranno e segnaleranno i comportamenti poco responsabili.

I volontari si occupano anche delle verifiche sui microchip dei cani. A questo proposito, dal prossimo mese di settembre riparte il servizio gratuito per l’apposizione del microchip. L’attività dei volontari eco-zooofile sarà incrementata tra pochi giorni, quando sarà formalizzata l’ingresso di nuove unità. Le nuove figure preposte alla prevenzione potranno anche elevare sanzioni, non appena, a breve, sottoscriveranno la convenzione con il Comune di Alghero.

Foto d'archivio
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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