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Red 11 luglio 2013
Sfratto: la Secal cerca ufficio| Bando
Si trasferiscono gli uffici della società che ad Alghero si occupa della riscossione tributi, così come quelli dell´assessorato alle Finanze. Pubblicato l´avviso


ALGHERO - La Secal, la società partecipata dal comune di Alghero che si occupa di riscuotere e gestire le entrate comunali, cerca un ufficio con relativo archivio da affittare nel mercato immobiliare. Pubblicato un avviso di interesse pubblico ad esclusivo valore conoscitivo dove si specificano tutte le caratteristiche del locale. Diventa esecutivo lo sfratto dei locali occupati anche dall'assessorato alle Finanze (che dovrebbe trasferirsi a Sant'Anna), per i quali il comune ha perso la causa con la proprietà.

Un danno milionario per il comune la mancata acquisizione dei prestigiosi locali di via La Marmora (fronte Parco Manno), frutto di miopia amministrativa. Il contratto di locazione che sarà stipulato dalla Secal dovrà avere una durata minima di anni 6, rinnovabile nei casi previsti dalla legge e l'importo del canone mensile di locazione dell’immobile proposto, pena la non ammissione, non potrà superare euro 11,95 al mq. (Iva esclusa).

Gli interessati potranno presentare l’offerta di locazione per l’immobile a mezzo plico chiuso e controfirmato su entrambi i lembi. La domanda dovrà essere protocollata presso l’ufficio della Secal Spa sito in Alghero, via La Marmora 24, entro le ore 13. L'avviso è rivolto anche ai cosiddetti enti beneficiari (comune ed enti pubblici), i quali sono invitati a comunicare l'eventuale disponibilità di un immobile idoneo per eventuale concessione a titolo gratuito o a canone agevolato.

Nella foto: il presidente Secal, Salvatore Marino
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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