Lo chiede il circolo “Pasolini” del Pd all’assessore Monica Spanedda a cui è stata consegnata una raccolta firma di molti cittadini
SASSARI - Qualche giorno fa si è tenuto un incontro con l’assessore del comune di Sassari, Monica Spanedda, nella sala della circoscrizione del Monte Rosello promosso dal circolo “Pasolini” del Pd. All’incontro, coordinato dal consigliere comunale Pierpaolo Bazzoni, hanno partecipato il collega Simone Campus (coordinatore autosospeso dagli incarichi di partito) e i consiglieri circoscrizionali Pietro Manchia, Francesco Piras e Luca Sanna. Prosegue, sia pure con qualche ritardo, il programma del Comune per la sostituzione dei vecchi cassonetti: «Le batterie comprendono le diverse tipologie per la differenziata» ha spiegato la Spanedda durante l'incontro, in certi momenti eccessivamente “franco”, con i cittadini e gli amministratori del quartiere (era presente anche il presidente della circoscrizione Augusto Sanna).
Monica Spanedda ha spiegato che i coperchi dei cassonetti della differenziata devono restare chiusi: «gli oggetti, carta, imballaggi, bottiglie vanno fatti passare attraverso le apposite feritoie già compattati per risparmiare spazio. Le bottiglie di plastica, che pesano appena 30 grammi l'una, devono essere schiacciate se no i mezzi viaggiano a vuoto ed è un costo non più sostenibile. È impossibile raggiungere i premi previsti per legge dai consorzi nazionali se non differenziamo accuratamente». Proprio al Monte, che è il primo quartiere in cui si sta sperimentando il nuovo sistema, i cassonetti sono stati “scassinati”.
Erano presenti alcuni residenti di via Bachelet che hanno segnalato come le nuove batterie siano praticamente di fronte al cancello di casa, problema segnalato anche a Latte Dolce in via Cadamosto, ecco perché è importante la collaborazione e la pazienza della cittadinanza: «Se non abbiamo al nostro fianco i sassaresi non riusciremo ad ottenere risultati positivi. E non dimentichiamoci che la nostra Tia è tra le più basse in Italia», ha ricordato l'assessore, ricordando che non è un caso che i nuovi stalli non siano stati tracciati proprio perché siamo ancora in una fase di sperimentazione. «D'ora in poi comunque bisognerà essere più attenti», ha detto Pierpaolo Bazzoni, invocando maggiore severità: «I rifiuti devono essere conferiti correttamente nel rispetto dell'orario prescritto». «Polizia municipale e barracelli stanno già multando i maleducati e stanno già girando in borghese». Attenti dunque lascia intendere la Spanedda, sottolineando che presto anche le guardie zoofile potranno multare.
Infine Simone Campus ha consegnato all’assessore Monica Spanedda la raccolta di firme con cui il circolo “Pasolini” chiede l’intitolazione del parco di via Ariosto, di fronte alla Questura, alla poliziotta sarda Emanuela Loi, deceduta nell’attentato di via D’amelio, in cui trovò la morte il giudice Paolo Borsellino, auspicando che ciò possa avvenire entro il 19 luglio di quest’anno quando appunto ricorre l’anniversario del triste evento. «Il Parco si presta molto ad essere intitolato alla poliziotta Emanuela Loi, noi della “Pasolini” sosteniamo l’impegno per un riequilibrio di genere nella toponomastica della Città ed è per questo pensiamo che l’assessora possa sostenere meglio di altri questo impegno dell’Amministrazione. Il Parco è proprio di fronte alla Questura e non è intitolato a nessuno per questo pensiamo che meglio di altri luoghi possa acquisire un valore simbolico specialmente per i tanti bambini che con i loro genitori lo frequentano. Insomma in un colpo solo ricorderemo un’eroina dello Stato e potremo testimoniare il nostro no a tutte le mafie come ci ha invitato a fare don Ciotti quando di recente è stato a Sassari».
Nella foto: Emanuela Loi
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