«La pseudo strategia del governo Monti è risultata un fallimento su tutta la linea come avevo più volte denunciato. E le notizie che giungono dalla Francia, omesse da tutti, e che il Ministero dello Sviluppo economico ha nascosto pur conoscendole, sono la conferma»
SASSARI - «Si è perso un anno e mezzo senza dare al futuro di Alcoa, e quindi del Sulcis, un solo minimo spiraglio concreto di soluzione. La pseudo strategia del governo Monti è risultata un fallimento su tutta la linea come avevo più volte denunciato. E le notizie che giungono dalla Francia, omesse da tutti, e che il Ministero dello Sviluppo economico ha nascosto pur conoscendole, sono la conferma che nessun operatore serio del settore potrà mai impegnarsi nella ripresa produttiva se non ci sarà la soluzione del costo dell’energia».
Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili con una durissima interrogazione parlamentare nella quale si denuncia il fallimento della trattativa per la vendita dell’Alcoa e soprattutto il mancato rispetto di tutti gli impegni sottoscritti sulla vertenza a partire dal costo dell’energia. «Aver perso 480 giorni inseguendo pseudo acquirenti senza aver dato una minima certezza strutturale alla questione primaria dell’energia ha di fatto dimezzato i fondi destinati agli ammortizzatori sociali. In pratica restano solo sei mesi di copertura e poi per il Sulcis e i lavoratori dell’Alcoa sarà il tracollo. E’ impensabile che tutto questo passi con un silenzio complice di molti che rischia di far degenerare ancor di più la situazione economico sociale del Sulcis. Occorrono decisioni immediate senza ulteriori perdite di tempo».
«E’ disonesto nascondere la realtà dei fatti e non prendere atto di quanto sta accadendo intorno alla compravendita dello stabilimento Alcoa di Portovesme. Si stanno consumando tutti i fondi della cassaintegrazione senza che niente di serio si intravveda all’orizzonte. Tutti fanno finta di non sapere, mentre tutti sanno, che il caso francese con il processo fallimentare avviato per l’ultima compravendita di Klesch rende di fatto impossibile affidare la fabbrica del Sulcis ad un acquirente con tale precedente e in tale situazione».
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