È quanto chiede in una nota il consigliere regionale PD, Franco Sabatini: Stabilizzare le loro posizioni lavorative significa garantire continuità a delle attività che, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, sono importantissime
SASSARI - «Un segnale da parte della Giunta che possa ridare speranza agli operatori precari dei Centri servizi per il lavoro e dei Centri di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati». È quanto chiede in una nota il consigliere regionale PD, Franco Sabatini. «Questi lavoratori – afferma l’esponente democratico – pur nella precarietà sono riusciti a offrire in tutti questi anni, con forte senso del dovere e con grandi capacità e competenze, un servizio efficiente e di qualità. Ora però questa situazione sta generando incertezza e sfiducia nei dipendenti Csl, Cesil e Agenzia di sviluppo, che dal primo gennaio sono senza contratto, e sta creando non pochi disagi ai cittadini che non possono più usufruire dei servizi di orientamento, di incontro domanda – offerta di lavoro o di inserimento lavorativo di persone svantaggiate».
«Stabilizzare le loro posizioni lavorative – prosegue Sabatini - significa garantire continuità a delle attività che, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, sono importantissime, perché si rivolgono in particolar modo ai disoccupati, agli inoccupati, ai cassintegrati, agli immigrati e più in generale a tutti coloro che cercano un’occupazione». «La Giunta sulle politiche del lavoro ha sempre mostrato tutti i suoi limiti. E anche in questo caso – dichiara Sabatini – si limita a guardare. Non ha ancora trasferito tutte le risorse relative all’anno 2012 per la prosecuzione delle attività dei CSL, CESIL e Agenzie di sviluppo. Un fatto, questo, molto grave». Le proposte in campo per la risoluzione di questa problematica sono due: una prevede che siano le Province ad occuparsi sia dei lavoratori sia della gestione del servizio, l’altra che sia l’Agenzia regionale del Lavoro ad assumere i lavoratori precari di Csl e Cesil, lasciando in capo alle Province l’espletamento delle attività. L’esponente democratico chiede a questo punto un intervento immediato.
«La Regione dia qualche segnale, ci faccia sapere quali sono le sue intenzioni, metta le province in condizione di operare in tranquillità. Non possono essere scaricate su quest’ultime responsabilità che sono soprattutto di altri. È la Giunta che deve trovare la soluzione per porre fine a una vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di una farsa. C’è però ben poco da ridere. In gioco c’è il futuro di tante persone che hanno investito tempo, energie e risorse su questo lavoro e che ora corrono il rischio di perderlo, senza che le istituzioni facciano niente». «Non si può pensare di ricorrere sempre a interventi tampone. Alla lunga il problema si ripresenta più forte e più grave di prima. Occorre affrontare definitivamente la questione ponendo fine alla fase sperimentale e mettendo mano al riassetto e al rilancio del sistema per giungere così a una sua moderna riorganizzazione».
Nella foto: una recente manifestazione di protesta dei lavoratori
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