Dopo la revoca dell´ordinanza relativa alla non potabilità dell´acqua a Sassari, le dichiarazioni del primo cittadino sui continui disservizi di Abbanoa e l´appello ad un intervento della Regione
SASSARI - «Dopo ben otto giorni revoco l'
ordinanza relativa alla non potabilità dell'acqua in città. Otto giorni di disagi con un conseguente aumento dei costi per le famiglie di Sassari, già fortemente messe a dura prova per una crisi senza precedenti, ai quali si sommano, ormai da mesi, quelli legati alle continue interruzioni del servizio idrico cittadino». Così il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, lamenta i disservizi legati all'erogazione dell'acqua nel capoluogo turritano.
«Ora basta. Basta con i ritardi negli interventi programmati da tempo, basta con i mancati ripristini, basta con le irregolarità nelle erogazioni, basta con la mancata programmazione delle manutenzioni, basta con le situazioni di non potabilità dell'acqua e basta con gli slacci selvaggi. Non possiamo più consentire ad Abbanoa di condizionare in questo modo la vita quotidiana delle persone. Le continue interruzioni del servizio idrico in tutta la città causano grossi disagi ad ognuno di noi. Sassari ha sopportato e continua a sopportare una situazione che non è più sostenibile».
«Più volte come sindaco ho posto il problema all'attenzione dell'assemblea di Abbanoa e, insieme agli altri sindaci e ai presidenti di Provincia, ho richiesto e sollecitato impegni formali alla Regione per la ricapitalizzazione della società, senza la quale i disagi continueranno ad aggravarsi, in città, come in quasi tutti i comuni della Sardegna che si trovano come noi ad affrontare le stesse difficoltà» spiega il primo cittadino che se la prende anche con la Regione. «Ad oggi un colpevole silenzio caratterizza la posizione della Regione Sardegna che non può assolutamente continuare ad ignorare un problema diventato ormai sociale che assume i contorni di una vera e propria emergenza».
Nella foto: Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari
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